Politica

​Da Giachetti arriva lo stop a Emiliano​

Sì ai decreti Ilva. «La segreteria? Dimissioni»


Potrebbe esserci lo
stesso Roberto Giachetti alla presentazione della lista che si terrà sabato
mattina, alle 10, nella sede di Massa
Critica, al piazzale Dante n.5 (Bestat).

A Taranto, in vista delle primarie del 3
marzo, l’area che fa riferimento a Giachetti è piuttosto motivata dai buoni
risultati ottenuti nei circoli.
«A Taranto e provincia – osserva Gianni Di Pippa – abbiamo ottenuto il 14%,
un risultato notevole se si considera che
a livello nazionale abbiamo conseguito
l’11% e in Puglia il 7%. Abbiamo vinto
a Castellaneta, Martina Franca, Ginosa
Marina, Palagiano. È stato un risultato
ottenuto a mani libere, mentre dobbiamo rilevare che molti circoli, chiusi
dopo il congresso, hanno riaperto solo
in questa occasione. In molti circoli
non c’è stata alcuna discussione delle
mozioni, si è votato e basta. E questo
è un campanello d’allarme da tenere
presente se davvero si vuole rimettere
in piedi la macchina del partito dopo
la sconfitta alle elezioni politiche. Il
congresso era l’occasione per tornare
ad ascoltare gli elettori, invece è stato
condizionato dai soliti portatori di
tessere».

Annarita Digiorgio punta il dito contro
la segreteria provinciale: «Deve dimettersi. Non ha tenuto distinto il suo
ruolo da quello delle mozioni. C’è stata
una sovrapposizione e ci sono state
pressioni sulle mozioni. Il congresso
è stato gestito in modo autoritario e
ci auguriamo che dopo le primarie si
respiri un’aria diversa. Ora, comunque,
il nostro obiettivo è quello di portare le
persone a votare alle primarie».

La mozione Giachetti, dunque. «Noi
rivendichiamo il lavoro fatto dai governi di centrosinistra, a differenza
di Zingaretti che rinnega ciò che è
stato fatto. Noi non ci vergogniamo
del Jobs Act, della Buona Scuola, dello
Sblocca Italia. Così come ribadiamo
l’utilità dei decreti sull’Ilva. Senza quei
decreti l’Ilva sarebbe ancora in mano
a Riva, continuerebbe ad inquinare
e non sappiamo che fine avrebbero
fatto i lavoratori. Oggi, grazie a quei
decreti, abbiamo salvato i lavoratori e
la fabbrica non inquina e questo ce lo
dice l’Arpa. Aggiungiamo che il gip
ha fatto bene a sollevare la questione
di legittimità costituzionale per la cosiddetta immunità penale, così faremo
chiarezza una volta per tutte. In questi
anni siamo stati chiamati assassini,
poi vediamo che Emiliano, per il quali quei decreti sono incostituzionali,
appoggia Zingaretti che a sua volta
è appoggiato da Gentiloni, capo del
governo che ha prodotto alcuni di quei
provvedimenti».

In Puglia la questione spinosa è proprio quella relativa al presidente della
Regione: «Per noi la linea di Emiliano
è inconciliabile con il Pd. Peraltro la
sua presenza alle regionali del prossimo anno rischia di frammentare il
centrosinistra e a nostro avviso l’unica
strada per ricostituire l’unità è quella
di fermare Emiliano».
Infine, un passaggio sulle elezioni
provinciali: «Abbiamo contestato le
scelte della segreteria provinciale. Il
risultato ha dimostrato che le scelte
sono state fallimentari e che il Pd, a
livello provinciale, non esiste: gli unici
tre consiglieri eletti sono della città, a
differenza del centrodestra che invece
ha saputo valorizzare il territorio provinciale».

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