Politica

​Forza Italia e Pd contro la “Secessione del Nord”​

Fabiano Amati: «È un attentato all’unità dell’Italia»


«È una secessione mascherata. L’autonomia rafforzata che
le tre regioni del Nord sono sul punto
di ottenere sulla spinta di Salvini, riapre la ferita storica del Paese e accentua il divario esistente tra Nord e Sud.
L’autonomia differenziata nient’altro è
che la vecchia bandiera secessionista
della Lega Nord, in salsa sovranista,
un salto all’indietro che mina la coesione sociale e fa strame dei principi
di solidarietà e redistribuzione. Per
questo aderisco al documento dei
colleghi Amati, Blasi, Cera, Colonna,
Liviano, Longo, Mazzarano, Mennea,
Pendinelli e Pentassuglia».

Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia. «Le
tre regioni del Nord – prosegue – non
vogliono solo nuove funzioni, ma anche più risorse. Chiedono competenze
per una ventina di materie, che in
sostanza si traduce nel mettere mano
ad un plafond da 21 miliardi di euro
u(la Lombardia vedrebbe crescere il
proprio bilancio di più di un quarto).
Immaginando il bilancio dello Stato
come una torta, se Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna si ritagliano
una fetta più grande tutte le altre ne
avranno una più piccola. Questo è
quanto avverrà con la redistribuzione
delle risorse pubbliche tra le varie regioni se dovesse attuarsi l’autonomia
differenziata .

Tutto ciò, conclude
Franzoso, è pericoloso e antistorico:
chiediamo solidarietà e politiche di
coesione ai nostri alleati europei e
poi, nel nostro stesso Paese, le regioni
del Nord lavorano per abbandonare il
Sud a se stesso in preda ad un egoismo
territoriale esasperato».

Sull’argomento si registra anche la
presa di posizione di Fabiano Amati,
consigliere regionale Pd. «La maggiore autonomia delle Regioni del
Nord a costo zero non può esistere.
Chi lo dice, a cominciare dagli adulatori meridionali di Salvini, o non
sa o è in malafede oppure non ha memoria; cioè non ricorda che appena
qualche anno fa si volevano abolire
le Regioni proprio per contrastare
l’eccesso di spesa da autonomia, con
gli eccessi dei Suv, degli scontrini
gonfiati e dei rimborsi per libri di
gossip e mutande verdi. Cose che noi
in Puglia non abbiamo per fortuna
conosciuto – evidenzia il presidente
della commissione regionale Bilancio
– Chiedere maggiore autonomia su
alcune materie e pretendere le relative risorse che attualmente lo Stato
spende, significa ridurre innanzitutto
il fondo di perequazione, perché c’è
una notevole differenza tra il gettito
fiscale del Nord e quello del Sud.
Dire, perciò, che la riforma è a costo
zero non ha francamente senso e
appare piuttosto un semplice atto di
adulazione politica nei confronti di un
leader, Salvini, allo stato popolarissimo e quindi scelto per il solito vizio di
andare in soccorso del vincitore. L’autonomia si configura, invece, come un
attentato all’unità del Paese, ingiusta e
produttiva di sprechi e spesa pubblica
incontrollata. Se, infatti, un’istituzione
regionale chiede il potere per gestire i
servizi, ma i soldi per farlo continua
ad assicurarli lo Stato, finisce per
non rispondere politicamente della
tassazione e, quindi, darsi agli sprechi
e alle elargizioni per conquistare o
mantenere il consenso. Tutto il contrario di ciò che abbiamo bisogno, e cioè
un’Italia molto più unita per evitare
di ridursi nel Meridione d’Europa».

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