Politica

​Renzi: «A Taranto già fallito il populismo» ​

Bordate ai Cinquestelle e alla Lega: «Giocano sulla paura»


L’esordio è con una battuta:
«Torno a Taranto dopo circa due anni e per
la prima volta non mi sono preso i fischi».

L’ultima volta, infatti, ad attenderlo ci fu
una violenta contestazione per le vicende
dell’Ilva. Oggi la contestazione gira verso
un altro fronte: i contestatori di allora sono
diventati i contestati di oggi. Glissa sulle
primarie del Pd, ma l’Ilva è stato uno dei
temi che più spesso Matteo Renzi ha affrontato nell’incontro che venerdì 1 marzo
ha tenuto all’Università, in via Duomo, per
presentare il suo libro, “Un’altra strada”. A
presentare l’incontro è stato il direttore dei
Dipartimento, professor Bruno Notarnicola.
«Se c’è una città dove il populismo mostra
i suoi limiti, questa è Taranto», ha incalzato
l’ex premier.

«È da Taranto che può partire una battaglia educativa e culturale per
vincere il populismo. La figuraccia fatta a
Taranto dal M5S dimostra che il populismo
si fonda sulla paura del futuro e sul trionfo
dell’incompetenza. Alla prova dei fatti, il
populismo si sgonfia come un palloncino.
Ricordate? Qui volevano chiudere l’Ilva e
trasformare Taranto in un parco giochi».
«Qui – ha detto ancora Renzi davanti ad una
platea affollata e calorosa – la cultura ha un
ruolo notevole: è nell’Università, nel MarTa
del quale Di Maio ignorava l’esistenza quando disse che loro avrebbero fatto un museo
a Taranto, è negli investimenti per la Città
Vecchia».
Affilate le bordate al governo Lega-M5S:
«Tra Di Maio e Salvini c’è un voto di
scambio sistematico. Con i nostri governi
il Paese stava ripartendo, loro hanno bloccato l’economia».

E sulla politica estera:
«Di Maio è ridicolo e fa un danno al Paese quando si schiera con la parte più cattiva e
violenta dei gilet gialli. Poi trovo davvero
demenziale che nella terra di Aldo Moro
ci sia chi si schiera dalla parte di Maduro».
Durissima contro il M5S la senatrice Teresa
Bellanova, che ha introdotto l’intervento di
Renzi: «A Taranto i cittadini si sono fidati di
chi propinava ricette semplici e prometteva parco giochi e ventimila posti di lavoro. Noi
lo dicevamo prima, quando ci prendevamo
gli insulti, lo ribadiamo ora: ambiente, salute
e lavoro devono convivere. Questa è una
grande città industriale con un porto che sta
per ripartire con gli scambi internazionali.
Ditelo a Toninelli che non ci sarà posto per la
sua barchetta».

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