Politica

​Entra Corvace e attacca il Movimento 5 Stelle

La replica del meetup: «Abusivi»


Corvace attacca ed il meetup
risponde.

Nel corso della seduta del Consiglio
comunale di martedì, si è proceduto alla surroga
del consigliere Francesco Nevoli, con la prima
dei non eletti della lista M5S, Rita Corvace.
Nel suo intervento, la neo consigliera ha subito
preso le distanze dai pentastellati dichiarandosi indipendente ed aderendo al gruppo Misto. «Taranto è la città nella quale vivo e nella
quale mi sono ammalata di cancro causato,
come affermano i medici, dall’inquinamento
industriale ed è per questo che ho voluto impegnarmi per migliorarla». «Ho creduto che
per continuare nel mio impegno a servizio
della mia città – ha spiegato Corvace – la strada
giusta fosse quella di utilizzare lo strumento
messo a disposizione dal Movimento Cinque
Stelle ma, il tradimento che il Movimento ha
compiuto nei confronti non solo della città di
Taranto, promettendo la chiusura programmata delle fonti inquinanti e la riconversione economnica, alleandosi con la Lega, mi costringe
ad uscire dal Movimento che non rappresenta
più le istanze dei cittadini».

Pronta la replica del Meetup Amici di Beppe
Grillo Taranto. «Salutiamo l’entrata in Consiglio Comunale di Taranto della consigliera
Rita Corvace, eletta nella lista Movimento
5 Stelle Taranto, che, in sintonia con il suo
collega Massimo Battista, eletto anche lui
sotto lo stesso simbolo, passerà nel gruppo
dei consiglieri “indipendenti”. Ricordiamo
che le divergenze con le scelte del Movimento
a livello nazionale e locale non giustificano
il disprezzo dei rapporti di lealtà e fiducia,
oltre agli impegni materialmente firmati, che impongono agli eletti di essere rispettosi
di quel simbolo o, in alternativa, lasciare il
posto a chi intende rispettare le scelte del
M5S. Per questo – prosegue la nota del meetup – non possiamo fare altro che considerare
i due eletti come degli abusivi di un ruolo
istituzionale che non spetta loro. Poco peso
ha dichiarare di voler onorare il numero di
preferenze avute alle elezioni; gli elettori
hanno dato fiducia ad un simbolo all’interno del quale c’erano anche i loro nomi. Per
questo chiediamo ai suddetti un sussulto di
dignità in linea con i loro valori vantati e
propagandati in ogni dove e di abbandonare
quei posti».

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