19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Politica

Ilva. Dal M5S mozione in consiglio regionale per accordo di programma su riconversione

Iniziativa del gruppo consigliare 5s in Regione Puglia

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

 

 

Il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle presenterà una mozione con cui impegna il consiglio regionale a promuovere la sottoscrizione di un accordo di programma  per la riconversione dell’ex Ilva di Taranto.

“L’emendamento al Dl Salva Imprese  approvato in Senato dichiarano i pentastellati con cui è stata soppressa l’immunità penale per l’ex Ilva è  un risultato importantissimo ottenuto grazie al lavoro dei nostri parlamentari, che dimostra ancora una volta come per il MoVimento 5 Stelle la priorità sia il bene di Taranto. Visti i costi sociali, ambientali e sanitari prodotti dall’attività dello stabilimento siderurgico, dobbiamo ora lavorare in modo compatto per arrivare alla riconversione economica e sociale dell’attività dell’ex Ilva e di tutta l’area di Taranto puntando su settori economici nuovi e competitivi, per questo riteniamo sia fondamentale sostenere la proposta di sottoscrizione di un Accordo di programma per Taranto per favorire lo sviluppo di attività produttive compatibili con la normativa a tutela della salute e dell’ambiente e diverse dal ciclo produttivo siderurgico dell’area a caldo”.

 

L’Accordo di programma prevede la realizzazione di interventi di bonifica e risanamento dell’area dismessa a seguito della chiusura delle lavorazioni siderurgiche a caldo e l’avvio di  un piano industriale per il consolidamento delle lavorazioni a freddo, assicurando al contempo la tutela dei livelli occupazionali.

 

“L’obiettivo continuano i consiglieri cinquestelle –  è la riconversione economica ed industriale dell’area di Taranto, capace di promuovere un nuovo modello sociale che punti alla progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili e alla eliminazione delle principali fonti inquinanti. Le istituzioni a tutti i livelli devono dare impulso alle azioni previste dal Tavolo Istituzionale Permanente per Taranto volte a garantire la realizzazione di interventi in grado di favorire uno sviluppo sostenibile del territorio e, soprattutto, di ridurre gli impatti ambientali e sanitari prodotti dalle attività del siderurgico”. 

2 Commenti
  1. Fra 1 anno ago
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    Sono convinto che sia un ottimo proposito questo ,ma i livelli occupazionali cambierebbero molto ,la priorità è salvarci dalla catastrofe finanziaria ,il resto non può che valorizzare la città . Però cercate di fare chiarezza ,alzate solo altra polvere ,vorremmo leggere fatti e non supposizioni campate in aria .

  2. Angelo Quaranta 1 anno ago
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    Condivido l’idea di una No Tax Aera, con una dismissione parziale e graduale dello stabilimento siderurgico, sino a renderlo compatibile e a impatto zero sull’ambiente, come l’impianto di Linz in Austria. Già la sola bonifica dell’area industriale in questione, creerebbe occupazione e lavoro per almeno 15 anni,
    Ma vi è un’altra questione,forse l’acciaio ha fatto il suo tempo?
    SI parla sempre più dell’impiego di materiali compositi, in molti settori, dall’automobile, all’edilizia, ovvero materiali più leggeri, con capacità di rottura inimmaginabile rispetto, all’acciaio, e più durevoli nel tempo, oltre ad avere spessori decisamente inferiori, parliamo delle fibre di carbonio. Un esempio per tutti … le fusoliere dei Boeing, quelle che si realizzano a Grottaglie, negli stabilimenti dell’ex Alenia, oggi Leonardo sono realizzate in fibra di carbonio. Materiali più leggeri e più resistenti, che consentono alle compagnie aeree, di farci volare a prezzi più bassi,
    Nel settore edile, il recupero di strutture portanti in calcestruzzo, ammalorato, avviene ormai con l’impiego di questi materiali compositi, si possono recuperare oppure mettere a norma fabbricati che non hanno i requisiti anti sismici, con spessori di pochi millimetri, E proprio dal settore edile da sempre riconosciuto trainante può venire la risposta alternativa alla siderurgia. Infatti i nostri immobili sono responsabili dell’inquinamento dell’aria che respiriamo per il 45 % di tutte le emissioni.
    In sostanza i nostri appartamenti soprattutto quelli realizzati dal dopoguerra sino al 2000 ( tanti) sono definiti fabbricati energivori, ovvero hanno bisogno di tanta energia per riscaldarli d’inverno e raffrescarli d’estate. Pertanto una buona riqualificazione energetica di questi immobili, intervenendo sugli infissi, sulle mura e sul tetto, oltre alcune tecnologie di approvvigionamento di energia alternativa, ( fotovoltaico o geotermia) migliora la classe energetica, di questi fabbricati. Sostenere e incentivare questi interventi farebbe bene alle famiglie che risparmierebbero sui costi dell’energia, oltre che all’ambiente e alle imprese.
    Il settore edile non solo potrebbe riassumere gli addetti persi in questo decennio di crisi, ma anzi potrebbe raddoppiarli. Basti pensare che ciò che si è costruito in 70 anni per essere recuperato dal punto d vista statico ed energetico, richiederebbe almeno un un quarto di secolo. Qualche segnale di attenzione la politica ha dimostrato di averlo su quest tema, infatti e di qualche settimana fa la notizia che per il 2020 entrerà in vigore la grande opportunità di poter detrarre dalle imposte, in 10 anni, il 90 % dei costi sostenuti per i lavori del rifacimento delle facciate. Lodevole l’intervento anche se carente delle motivazioni forti della battaglia contro i fabbricati energivori. Una riqualificazione energetica fa risparmiare alle famiglie sino al 60 – 70 % sui costi dell’energia, oltre l beneficio per l’ambiente. Addirittura i nuovi fabbricati o quelli in corso di costruzione possono ottenere risultati straordinari, se si impiegano tutte le tecnologie a disposizione, sino a realizzare immobili con consumi prossimi allo zero, La casa passiva.
    In conclusione sarebbe auspicabile ridurre o eliminare il credito di imposta col recupero decennale,perché alle famiglie serve soprattutto la liquidità. La gente non ha le risorse iniziali per avviare i lavori, una crisi di 10 anni, non ha messo in ginocchio solo le imprese … ma ha eroso i risparmi delle famiglie. Il provvedimento agevolativo dovrebbe prevedere il sostegno per l’accesso al credito, ovvero offrendo la possibilità per i privati o i condomini, di poter ottenere prestiti e o finanziamenti; la rata si paga da se, col risparmio sulla bolletta.

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