L'intervento

​Unire l’Italia che dice no a Lega e Movimento 5 Stelle

Fronte Repubblicano, l’idea di Calenda

Politica
Taranto martedì 04 dicembre 2018
di Mario Guadagnolo
Carlo Calenda
Carlo Calenda © Tbs

L’altra sera sono andato ad ascoltare Carlo Calenda presso la libreria Ubik che ha presentato il suo ultimo libro. Sono rimasto oltremodo impressionato dalla serietà, competenza, civiltà, chiarezza di esposizione di questo signore. Qualità rare in questa repubblichetta nella quale l’ignoranza e la incompetenza vanno al governo e vengono esibite orgogliosamente con arroganza come un merito.

“Lei ha studiato ed io no. E con questo? Il fatto che lei abbia studiato non significa che lei dica la verità.” Questa è la logica spocchiosa di chi è ciuccio ed anche presuntuoso. Ma non è del libro di Calenda che voglio parlare ma della sua idea della creazione di un “Fronte repubblicano” a cui ha solo accennato ma che mi piacerebbe avesse approfondito. Io credo che nel nostro Paese si vada delineando un nuovo bipolarismo costituito da un lato da una destra sempre più caratterizzata da xenofobia con derive razziste, autoritarismo strisciante, antieuropeismo, nazionalismo, liberismo più o meno sfrenato tutto condito con l’olio del populismo e della demagogia a buon mercato. Io credo che questo schieramento che dà voce non al buon senso ma al senso comune becero e qualunquista di gran parte degli italiani, a meno di incidenti di percorso è destinato con Matteo Salvini a vincere e ad arrivare al governo del Paese.

Non vedo freni a questa deriva populista autoritaria e di destra poiché Salvini con la grande abilità del politico consumato riesce a parlare alla pancia della gente e riesce a dar voce a tutte le insicurezze, le frustrazioni, la rabbia della maggior parte degli italiani. In questa operazione erano riusciti benissimo anche i grillini che cavalcando rabbia e frustrazioni sono diventati il primo partito in Italia e sono andati al governo. Né Forza Italia, l’azionista di minoranza del centro destra, con il suo 8% sarà in grado di contenere quella deriva né tanto meno di bloccarla poiché Berlusconi con cui si identifica il partito per ovvi motivi anagrafici non potrà mai tenere testa a Salvini. Sull’altro fronte quello dei grillini io vedo l’approssimarsi di una debacle catastrofica.

Infatti mentre Salvini che ha un partito alle spalle e un elettorato molto fidelizzato sta portando a casa riforme possibili e realizzabili poiché a costo zero o quasi (vedi decreto sicurezza, quota 100 ecc) Di Maio se non riuscirà a portare a termine (cosa piuttosto probabile) il reddito di cittadinanza sarà travolto da un elettorato grillino che lo ha seguito a certe condizioni cioè che realizzasse le promesse elettorali. E siccome Di Maio non sta tenendo fede a nessuno dei suoi impegni elettorali (TAV, TAP, Ilva su cui ha letteralmente tradito i suoi elettori) io penso che in un breve lasso di tempo l’elettorato grillino così come ha portato dal nulla Di Maio sugli altari analogamente lo scaraventerà nella polvere.

Ecco perché hanno ragione coloro che dicono che Salvini farà di Di Maio un sol boccone e se lo mangerà come un biscotto a colazione. Certo i grillini non spariranno del tutto ma certamente saranno ridimensionati in maniera molto severa. I sondaggi certificano questa severa inversione di tendenza perché dal 33,8% di marzo i grillini oggi vengono dati al 27% cioe’ 6 punti in meno in 6 mesi. A sinistra LEU e l’opzione della sinistra ottocentesca si è squagliato sul nascere come neve al sole per cui non mette conto parlarne e il PD non dà segni di vita con un congresso che lo vedrà sempre più diviso e frazionato e senza una proposta politica che infiammi gli italiani e faccia tornare a casa quelli che hanno preferito sbarcare in terra 5 stelle quando non leghista. Come è conciato adesso il PD non rappresenta l’alternativa a quella destra né una preoccupazione per i grillini.

E allora se immaginiamo che le cose prenderanno questa piega e quindi se immaginiamo che Salvini sarà il prossimo premier di un governo a forte deriva fascio leghista e se immaginiamo che il PD in quanto tale non sarà in grado di rappresentare un’alternativa seria e praticabile cosa possono e debbono fare tutti coloro che in Italia non vogliono morire leghisti, credono in un’Europa diversa dall’attuale ma più forte, che hanno le radici culturali in un socialismo riformista, democratico, moderno, laico, libertario, che non si riconoscono nei grillini per la loro deriva populista, autoritaria, antiprogresso, da decrescita felice e da democrazia da web? E sul fronte del centro destra cosa devono fare coloro i quali non si sentono rappresentati da un centro destra a trazione leghista e salviniana, coloro che in qualche modo si riconoscono in valori liberali, laici, democratici, europei? Cosa devono fare coloro che in qualche modo oggi si sentono rappresentati da Berlusconi e Forza Italia? E i cattolici democratici che non hanno avuto fortuna inseguendo un centro cattolico che ha raggiunto malgrado i suoi sforzi solo percentuali da prefisso telefonico? E cosa farà ciò che rimarrà di un partito democratico ormai non più spendibile per aver perso il suo appuntamento con la storia e destinato a diventare un partito residuale se non troverà uno scatto di reni e un leader credibile che lo guidi?

Come si vede da questo schematico e necessariamente sintetico ragionamento c’è uno spazio politico importante da coprire che nessuna delle attuali forze in campo è in grado di coprire. E allora i progressisti, i democratici, i liberali di destra e di sinistra, i riformisti, i cattolici democratici devono costruire lo spazio di un’area che si riconosca nei valori della socialdemocrazia riformista europea e nel liberalismo europeo, che faccia della civiltà della tolleranza, della democrazia, della libertà e del riformismo laico, liberale e socialdemocratico la propria bandiera. Penso ad un’area che dia voce a questi valori, che rappresenti una via d’uscita all’impasse politico nel quale è impantanata l’Italia. Penso al LibLab, penso a padri storici e a nonni come Gobetti e Rosselli, Salvemini, Spinelli e Capitini e a parenti europei più recenti come Craxi, Brandt, Schröder, Schmidt, Mitterrand, Palme, Soares, Gonzales, Tony Blair, Kohl, Corbin.

In Italia onestamente non vedo sulla piazza leader capaci di incarnare questa idea. Renzi avrebbe potuto essere quel leader ma è stato azzoppato forse proprio per questo e comunque temo non sia immediatamente spendibile. Uno schieramento del genere se fosse capace di coniugare pancia, intelligenza e cervello e collegarsi ai problemi reali e quotidiani del Paese come hanno saputo fare Lega e 5 stelle e come non ha saputo fare la sinistra potrebbe anche ambire ad avere una vocazione maggioritaria. La sinistra ha inseguito il PIL ed ha dimenticato che alla gente comune non interessa il PIL ma se va al mercato e trova i prezzi più alti o se non arriva a fine mese e per questo ha perso. E allora cosa c’entra Calenda con questo discorso? C’entra perché anche di queste cose parla nel libro che ha presentato l’altra sera nel quale sembra indicare proprio la prospettiva che ho cercato di delineare magari in maniera disordinata in questo mio ragionamento. In questo contesto mi avrebbe fatto piacere che i renziani nella corsa alle primarie per la segreteria del PD avessero puntato su di lui anziché su Minniti. Calenda avrebbe attratto più consensi di quanto ne attrarrà Minniti. Plasticamente i due leader sono venuti a Taranto in due manifestazioni diverse negli stessi giorni. Ad ascoltrare Minniti a Palazzo di Città c’erano una trentina di persone, ad ascoltare Calenda c’era il salone della libreria Ubik strapieno.

Per quello che può valere è un segnale della diversità dell’appeal politico ed elettorale dei due. Io alle primarie del PD voterò Minniti ma se Calenda fosse stato in lizza avrei votato certamente e convintamente per lui.

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I commenti degli utenti
  • carlo buzzacchino ha scritto il 04 dicembre 2018 alle 11:31 :

    Come dice Calenda unire l'ITALIA contro i5 stella e lega,e un discorso giusto?secondo me no ,rispondo in due parole,questo è stato fatto più volte non a livello di partiti, ma dai cari deputati e senatori che cambiavono in corsa,da six a destra seguendo il proprio comodo,diciamo piuttosto ora che il problema oggi è che i due lidear di partito del nuovo governo stanno antipatici alla vecchia politica ,dei mangia mangia a spese del popolo ,con tanto astio che non si vede in nessun paese Europeo,noi Italiani amiamo farci male da soli,state vedendo cosa accade in FRANCIA,GERMANIA,BULGARIA,e Belgio?io ex six ammiro il governo per il loro cambio di paradigma per amore del paese pur essendo molto diversi come programmi,usano il sistema sulle cose necessarie oggi per il meglio del paese,e scusate Rispondi a carlo buzzacchino