Congresso del Partito democratico

​«Noi mai col M5S. Emiliano? Un male»​

Roberto Giachetti al nostro giornale

Politica
Taranto martedì 22 gennaio 2019
di Enzo Ferrari*
Roberto Giachetti
Roberto Giachetti © Tbs

E’ stato in provincia di Taranto per presentare la sua candidatura alla segreteria nazionale del Pd. Venerdì 18 gennaio, Roberto Giachetti ha incontrato i suoi soste­nitori a castellenata. Per l’occasione gli abbiamo rivolto alcune domande.

Perché la sua candidatura? Come pensa di ricucire le varie anime del Pd?
Perché abbiamo ritenuto insufficien­te la proposta politica espressa dalle altre candidature. C’era una vasta componente del partito che non vo­leva fare alcun tipo di abiura rispetto alle nostre idee portate avanti dai governi Renzi e Gentiloni. Noi vo­gliamo dare forza, orgoglio e cittadi­nanza a quell’esperienza politica che ha rappresentato il miglior esempio di riformismo al Governo del Paese degli ultimi decenni in Italia.

Questa pluralità di candidature non rischia di frammentare ulte­riormente il Pd?
Assolutamente no. Il congresso serve proprio a questo: a mettere in campo le diverse idee del Paese e del partito. Il sistema di voto ha in sé gli elementi di razionalizzazione per poi arrivare all’elezione di un segretario che deve rappresentare tutta la comunità del Pd. Rispettando le minoranze che a loro volta devono essere leali e costruttive. Non come successo negli anni passati.

Restare circoscritti al Pd o al­largare il fronte dell’Italia civile - come in un certo modo vorrebbe Calenda - per opporsi a M5S e Lega?
Il Manifesto presentato da Calenda è un documento molto interessante. Ho avuto modo in tutti questi mesi di confrontarmi con lui. Però prima di parlare di fronti comuni ed alle­anze dobbiamo capire chi siamo e soprattutto quale proposta portiamo riproporre la gioiosa macchina da guerra.

Ritiene possibile un dialogo tra Pd e M5S?
Non c’è giorno che dimostri come l’idea del Paese - ma direi ancora prima della democrazia - dei Cinque Stelle sia antitetica a quella che noi abbiamo in mente. Il loro governo è un grave danno per l’Italia. Non passerà molto tempo prima che i dati lo dimostrino. Chi aveva ipotizzato di andare a braccetto con loro, così come con la Lega, credo abbia capito che anche la nostra gente è del tutto ostile a questa prospettiva.

Martina ha dichiarato che se fosse pugliese voterebbe Emiliano. In Puglia il presidente Emiliano ha deciso di appoggiare Zingaretti. Come valuta questa decisione e, soprattutto, che giudizio dà della durissima opposizione che Emi­liano ha mosso in questi anni ai governi a guida Pd?
Emiliano ha rappresentato uno dei mali del Partito democratico degli anni passati. Ovvero impegnare tutti i giorni a solidarizzare con i nostri avversari e a bombardare il proprio governo e il proprio segretario. Non si può stare in una comunità politica così. L’ha capito anche lui e, infatti, quest’anno non si è iscritto al Pd. Mi auguro che in giro non ci siano dei suoi epigoni in sedicesimi che vo­gliono riproporre questa esperienza fallimentare.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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