La mozione

​Da Giachetti arriva lo stop a Emiliano​

Sì ai decreti Ilva. «La segreteria? Dimissioni»

Politica
Taranto giovedì 14 febbraio 2019
di La Redazione
Roberto Giachetti, Gianni Di Pippa, Annarita Digiorgio
Roberto Giachetti, Gianni Di Pippa, Annarita Digiorgio © Tbs

Potrebbe esserci lo stesso Roberto Giachetti alla presentazione della lista che si terrà sabato mattina, alle 10, nella sede di Massa Critica, al piazzale Dante n.5 (Bestat).

A Taranto, in vista delle primarie del 3 marzo, l’area che fa riferimento a Giachetti è piuttosto motivata dai buoni risultati ottenuti nei circoli. «A Taranto e provincia - osserva Gianni Di Pippa - abbiamo ottenuto il 14%, un risultato notevole se si considera che a livello nazionale abbiamo conseguito l’11% e in Puglia il 7%. Abbiamo vinto a Castellaneta, Martina Franca, Ginosa Marina, Palagiano. È stato un risultato ottenuto a mani libere, mentre dobbiamo rilevare che molti circoli, chiusi dopo il congresso, hanno riaperto solo in questa occasione. In molti circoli non c’è stata alcuna discussione delle mozioni, si è votato e basta. E questo è un campanello d’allarme da tenere presente se davvero si vuole rimettere in piedi la macchina del partito dopo la sconfitta alle elezioni politiche. Il congresso era l’occasione per tornare ad ascoltare gli elettori, invece è stato condizionato dai soliti portatori di tessere».

Annarita Digiorgio punta il dito contro la segreteria provinciale: «Deve dimettersi. Non ha tenuto distinto il suo ruolo da quello delle mozioni. C’è stata una sovrapposizione e ci sono state pressioni sulle mozioni. Il congresso è stato gestito in modo autoritario e ci auguriamo che dopo le primarie si respiri un’aria diversa. Ora, comunque, il nostro obiettivo è quello di portare le persone a votare alle primarie».

La mozione Giachetti, dunque. «Noi rivendichiamo il lavoro fatto dai governi di centrosinistra, a differenza di Zingaretti che rinnega ciò che è stato fatto. Noi non ci vergogniamo del Jobs Act, della Buona Scuola, dello Sblocca Italia. Così come ribadiamo l’utilità dei decreti sull’Ilva. Senza quei decreti l’Ilva sarebbe ancora in mano a Riva, continuerebbe ad inquinare e non sappiamo che fine avrebbero fatto i lavoratori. Oggi, grazie a quei decreti, abbiamo salvato i lavoratori e la fabbrica non inquina e questo ce lo dice l’Arpa. Aggiungiamo che il gip ha fatto bene a sollevare la questione di legittimità costituzionale per la cosiddetta immunità penale, così faremo chiarezza una volta per tutte. In questi anni siamo stati chiamati assassini, poi vediamo che Emiliano, per il quali quei decreti sono incostituzionali, appoggia Zingaretti che a sua volta è appoggiato da Gentiloni, capo del governo che ha prodotto alcuni di quei provvedimenti».

In Puglia la questione spinosa è proprio quella relativa al presidente della Regione: «Per noi la linea di Emiliano è inconciliabile con il Pd. Peraltro la sua presenza alle regionali del prossimo anno rischia di frammentare il centrosinistra e a nostro avviso l’unica strada per ricostituire l’unità è quella di fermare Emiliano». Infine, un passaggio sulle elezioni provinciali: «Abbiamo contestato le scelte della segreteria provinciale. Il risultato ha dimostrato che le scelte sono state fallimentari e che il Pd, a livello provinciale, non esiste: gli unici tre consiglieri eletti sono della città, a differenza del centrodestra che invece ha saputo valorizzare il territorio provinciale».

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