10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Provincia

Talsano-Avetrana, il no in soli 20 minuti


TARANTO – Risale al 20 giugno 2012 la conferenza dei servizi organizzata a Modugno con le Associazioni ambientaliste ed i Comuni durante la quale è stato contestato il progetto originario dell’asse Talsano-Avetrana. A seguito delle risultanze di questa e delle riunioni presso la Regione, il Comitato Regionale VIA ha convocato una seduta il successivo 17 luglio reclamando modifiche sostanziali al piano.

Ma il 21 maggio 2013, dopo una celerissima audizione, richiesta con lo scopo di fornire un valido contributo all’esatta interpretazione di una proposta complessa, in soli 20 minuti (dalle 13.20 alle 13.40) si è discusso un progetto di importanza strategica fondamentale per le sorti dell’intera Puglia a cui sono già stati destinati 300 milioni di euro. 

Pur ritenendo la nuova soluzione progettuale modificata rispetto a quella inizialmente proposta e riconoscendone le variazioni apportate in ottemperanza alle richieste precedentemente formulate, lo stesso Comitato non solo ha fornito parere negativo ma addirittura arrestato la realizzazione dell’intera direttrice.

Molte perplessità sorgono in merito ad una così radicale decisione, soprattutto, considerando che le documentate risposte fornite alle molteplici “Criticità Ambientali” sono state vagliate solo marginalmente. Incompatibile l’idea di un nuovo tracciato a sud dell’area “Masseria La Marina” di Manduria.

A parere del progettista, invece, dall’integrazione presentata il 14 novembre 2012, nella quale si proponeva la traslazione a Sud della suddetta Masseria dell’asse viario, risulterebbe addirittura migliorata l’accessibilità e la fruibilità abbassando a valori impercettibili l’impatto sull’area. Percorrendo una viabilità esistente in aree scevre da ogni vincolo ambientale e già antropizzate, non comporterebbe per nulla l’espianto di alcun albero di ulivo. Le interferenze con le zone SIC (siti d’importanza comunitaria) – Torre Colimena sarebbero minimizzate in maniera quasi assoluta e l’intervento sulla già esistente bretella di discesa a mare, consisterebbe nel semplice rifacimento del manto stradale, recupero e conservazione dei muri a secco esistenti ed in generale interventi atti a valorizzare il paesaggio tipico pugliese.

Circonvallazione di Maruggio, caratterizzata da uliveti secolari a forte valore storico identitario e da estese aree boschive. Una maggiore ed attenta collaborazione tra il Comune e la Regione permetterebbe di raggiungere una soluzione che contempli le esigenze di entrambi.

Eccessivo il numero degli svincoli (ben 27 per 49 km) e delle rotatorie. Il progettista fa presente che nella nuova soluzione sono state eliminate ben 5 rotatorie non necessarie sebbene costituiscano un punto di forza in quanto consentirebbero di raggiungere le località costiere senza attraversare con le auto l’intero litorale orientale, ma accedendo alla zona costiera in maniera diretta, selettiva e a velocità moderata. I contenuti della revisione non sono stati compiutamente esposti, ma qualora lo fossero stati, sarebbe cambiato l’esito? Il giorno dopo erano già state trasmesse le 17 pagine contenenti il parere negativo del Comitato Regionale VIA che non si limitava semplicemente ad esprimere criticità ma sconsigliava vivamente la realizzazione dell’opera.

Inoltre, secondo il progettista sarebbe stato auspicabile, oltre che logico, che a finire sotto la lente d’ingrandimento fossero state le singole “parti” e non l’intera opera.

Un’opera che ha raccolto opinioni favorevoli, in linea tecnica ed ambientale, da parte di tutti i dirigenti degli uffici tecnici dei Comuni interessati, è possibile che sia destinata alla completa stroncatura?

Davvero non esistono alternative valide che consentano di recuperare un elemento indispensabile per sostenere le politiche di rigenerazione territoriale funzionali al mantenimento ed allo sviluppo del patrimonio locale?

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