11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Provincia

Grimaldi: “Dal Pd mi aspetto un grande aiuto”


SAN GIORGIO – Scosse di assestamento a Palazzo di Città dopo il consiglio comunale di martedì sera, quello in cui la maggioranza si è “accapigliata” su due temi fondamentali: l’annullamento, la mattina della convocazione tramite sms, della seduta consiliare del 26 giugno scorso ed il documento con cui il Partito Democratico ha duramente contestato il modo di gestire la programmazione amministrativa al sindaco Giorgio Grimaldi. 

E’ con lui che cerchiamo ora di fare luce su alcune questioni.


Sindaco, quella che è andata in scena martedì scorso in aula non è stata una bella storia per l’amministrazione comunale…

“E’ vero, sono onesto e sincero, ammetto che non abbiamo dato un bello spettacolo. Per questo sono convinto che dobbiamo ancora lavorare per smussare gli angoli del rapporto con il Pd”.

Sindaco, ma il Pd conta due assessori e quattro consiglieri, perchè le contesta di non aver portato avanti buona parte del programma amministrativo?
“Col Pd c’è stato un corto circuito di comunicazione nel senso che è probabilmente venuta a mancare l’intesa, perchè molte volte nelle cose occorre essere decisivi, per non rinviare le discussioni. A volte, infatti, ho dovuto assumere io la scelta, altrimenti chissà quando si sarebbe risolta la questione”.

Ma la polemica si trascina ancora. In aula Idv e Udc hanno puntato l’indice contro il Pd. La sua maggioranza traballa?
“Nessuno vuole mandami a casa e verificheremo se ci sono situazioni insanabili perchè c’è un impegno forte a riprendere le file del discorso”.

Durante il consiglio comunale di martedì scorso si è dimesso il vice presidente del consiglio perchè firmatario, “in buona fede” dice lui, delle notifiche di annullamento della seduta del 26 giugno. E’ uomo di Sel. Ha perso un esponente di partito?
“Con Giorgio Mingolla parlerò per cercare di farlo tornare sui suoi passi perchè credo che si sia trattato di una reazione, per carità legittima, ma troppo affrettata. Non ritengo siano necessarie le sue dimissioni, per questo lo inviterò a ritirarle”.

Alla fine è tornata la pace in aula quando, a maggioranza, tutti i punti sono stati approvati: mercato, contributi economici, commissione e debiti fuori bilancio. Insomma una bolla d’aria esplosa in un bicchiere d’acqua.

 

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