19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Provincia di Taranto

““Non rinunciamo all’ospedale S. Marco”


GROTTAGLIE – “L’Ospedale San Marco di Grottaglie non chiuderà. Almeno fin quando non andrà a regime il nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto”.

“Nel frattempo arriveranno mezzi e personale”. “Il San Marco diventerà una Casa della Salute”. Queste sono le dichiarazioni ufficiali delle Istituzioni pubbliche competenti, cioè della Regione Puglia, della ASL provinciale di Taranto, del Comune di Grottaglie. Ed è proprio su tali affermazioni che si gioca il destino della sanità locale. Quindi il Consiglio Comunale di Grottaglie e il Sindaco dovranno chiarire, nella seduta del 2 settembre, fuori da ogni verosimile dubbio, la visione politica e la pianificazione normativa che, in sintesi, viene espressa dai quattro citati passaggi.

E’ in vista di questo appuntamento che il comitato cittadino per la difesa dell’ospedale San Marco lancia un monito ai consiglieri comunali evidenziando soprattutto il fatto che “la Casa della Salute no può sostituire un ospedale”.

Il comitato conferma la sua posizione rispetto alla volontà istituzionale di chiudere l’ospedale. Volontà dedotta dai continui tagli disposti nel tempo. Dei 112 posti letto assegnati dal regolamento regionale ad oggi ne sono attivi solo 81. Il comitato richiama tutte le istituzioni a non essere “più omissive ed a produrre gli atti dovuti affinchè la struttura territoriale finalmente raggiunta la configurazione operativa assegnatale”.
Il tutto anche in considerazione della seconda dichiarazione (“L’ospedale non chiude fino a quando non andrà a regime l’ospedale S. Cataldo”) che presume la disattivazione del San Marco non prima di dieci anni.

Il comitato chiede il ritorno alla pianificazione formale della sanità territoriale con la volontà di impegnare, per prima e da subito, la conferenza dei sindaci.

Infine, pur non sminuendo l’importanza della Casa della Salute, il comitato ritiene che “non può sostituire un ospedale, ma può migliorare e riorganizzare la medicina territoriale e quelal poliambulatoriale”.

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