Provincia

Stipendio di platino al dirigente. E’ rivolta


MARTINA FRANCA – Dagli stipendi d’oro a quelli di platino. Sotto la lente di ingrandimento della giunta alternativa ideata dal Pdl finisce la delibera di giunta n. 309 del 25 luglio scorso con la quale “ingnorando un precedente deliberazione dell’amministrazione Palazzo ma, soprattutto, in totale dispregio delle condizioni di grave difficoltà economica in cui versa la maggioranza dei cittadini martinesi, nonché in controtendenza con gli orientamenti assunti dallo stesso governo centrale, si riconosce ad un dirigente comunale uno stipendio che, paragonato all’epoca degli stipendi d’oro, può a giusta ragione definirsi addirittura di platino”.

Si parla, per intendersi, di ben 122.756,35 euro l’anno. Uno schiaffo alle tante famiglie che ogni giorno si affannano per cercare di riuscire a “campare” dignitosamente, alle prese come sono con stipendi risicati e dimezzati dalle tasse, o peggio ancora, senza nessun reddito.

“Somme assolutamente improprie – commentano dal Pdl – rispetto a ciò che le attribuzioni, e soprattutto la norma. Prevedono. Esattamente ciò che il vice sindaco Pasquale Lasorsa, che ha votato il provvedimento, contestava con forza quando era all’opposizione”.

In altre parole la sinistra martinese predica bene, ma razzola male. Ora, la richiesta dell’intera giunta alternativa del Pdl, sostenuta da tutto il coordinamento cittadino, è che il sindaco provveda con immediatezza a correggere quello che, per ora, definiscono un “errore che si somma ai tanti finora commessi dalla sua amministrazione”. E se non dovesse trattarsi di errore, allora invitano Ancona a spiegare ai martinesi “perché dovrebbero accettare ulteriori sacrifici, a partire dall’enorme peso fiscale della Tares (la nuova tariffa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, ndr), quando poi si sprecano in questo modo i soldi della collettività”.

Stessa denuncia era partita ieri, invece, dal Pd di Massafra che accusava l’amministrazione Tamburrano di sprecare il denaro pubblico in un momento di crisi con l’assunzione di un nuovo staffista.

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