06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Provincia

“Senza Pug futuro a rischio”

Il delegato Ance di Confindustria getta l'allarme sulle condizioni del settore edile nella città della Valle d'Itria


MARTINA FRANCA – “La Rigenerazione Urbana dava sfogo all’edilizia, ma il piano paesaggistico ora rischia di bloccare anche quella”.
Così Martino Aquaro, delegato Ance di Confindustria commenta gli ultimi provvedimenti disposti dalla Regione e dal Comune di Martina Franca e che, inevitabilmente, incidono sull’attività edilizia locale. Il piano paesaggistico territoriale disposto dalla Regione Puglia impone numerosi nuovi vincoli che minano l’attività edilizia, di contro l’amministrazione comunale sta predisponendi i Piru (piani integrati di rigenerazione urbana) che mirano a creare nuove strutture ed edifici in città. Due piani a contrasto che fanno temere il peggio alla categoria dei costruttori.

 

Dott. Aquaro, come è la situazione a Martina Franca?
“Come dappertutto, la crisi si fa sentire, ma il progetto di rigenerazione urbana promosso dall’amministrazione comunale può dare ossigeno all’edilizia locale”.
Lo condividete pienamente?
“Ora sì, dopo che sono state percepite le nostre osservazioni sulla bozza iniziale”.
Si parla di edilizia convenzionata. E’ conveniente per voi costruttori?
“Costando meno i terreni costeranno meno anche le case, ma ripeto non ci sono certezze perchè il piano paesaggistico mette in forse ogni progetto”.
Cosa vi preoccupa maggiormente?
“Il fatto che soprattutto qui a Martina Franca non ci siano gli strumenti adeguati al piano paesaggistico. La paura è che si blocchi tutto, perchè il nuovo piano paesaggistico regionale rischia di far saltare la rigenerazione urbana, ma soprattutto è l’assenza di un Pug a Martina Franca che mina ogni progetto di edilizia”.
Sono ormai più di vent’anni che lamentate questo problema. Che si sta facendo?
“Sappiamo che l’amministrazione comunale ha avviato le pratiche per il nuovo piano urbanistico, ma siamo ancora all’inizio e chissà quanti anni ancora dovranno passare per poter avere uno strumento adeguato alle esigenze del territorio. Quello realizzato nel 1984 è assolutamente vetusto. Adesso, con il nuovo piano paesaggistico lo è ancora di più”.
E l’Ance che fa?
“Ci stiamo organizzato per preparare le osservazioni al piano. Il nostro progetto è lavorare con le amministrazioni ed i sindacati per riuscire a dare a questo territorio uno strumento necessario ed adeguato”.

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