18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Provincia

Droga e “mala”. Torna in libertà Aldo Cagnazzo

I magistrati hanno esaminato una serie di questioni preliminari poste dai suoi legali


LIZZANO – Completamente libero. E’ il ‘verdetto’ del tribunale per Cataldo Cagnazzo, ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco della mala lizzanese e coinvolto in blitz quali ‘Ceramiche’, ‘Quo Vadis’ e, ultimo, ‘Giano’, che ha smantellato una presunta associazione mafiosa dedita ad estorsioni, rapine, tentato omicidio e spaccio di droga.

Alla cattura nell’ambito di quell’operazione Cagnazzo si era sottratto, fuggendo in Romania, prima di essere rintracciato dall’Interpol.


Ora Cagnazzo torna in libertà: i magistrati infatti hanno esaminato una serie di questioni poste dai suoi legali, avvocati Salvatore Maggio e Franz Pesare, e disposto la remissione in libertà dell’indagato.

Cagnazzo è originario di Lizzano, paese che nelle scorse settimane è salito agli onori delle cronache per l’escalation di atti criminali ed attentati ai danni anche di politici.

Nell’ambito di Giano – l’operazione di Polizia del febbraio 2012 che aveva portato all’arresto di 18 persone e, successivamente, al commissariamento del Comune di Manduria – era ritenuto il gestore di uno dei settori in cui era specializzata l’organizzazione criminale, vale a dire lo spaccio di droga.

Leader del sodalizio era Vincenzo Stranieri, 51enne manduriano referente della Sacra Corona Unita, detenuto da quasi trent’anni anni, 20 dei quali in regime di carcere duro e che avrebbe continuato a gestire i suoi affari dal penitenziario di Spoleto, dove si trova in regime di isolamento del 41 bis. Gli indagati, secondo l’accusa, erano dediti anche alla detenzione illegale di armi e materiale esplodente, agli attentati dinamitardi e alle sparatorie, al controllo di attività imprenditoriali.                            

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