Provincia

Tribunale chiuso, una petizione

Già un centinaio le firme raccolte. Gli avvocati scrivono al sindaco: “Si accolli le spese per tenere aperti gli uffici del Giudice di Pace”


GROTTAGLIE – Un corteo a Ginosa, un sit in a Manduria e una raccolta di firme nella città della ceramica.
Il popolo degli avvocati si ribella al decreto ministeriale che taglia le sedi distaccate dei tribunali e quindi anche gli uffici del Giudice di Pace ivi allocati.
Oggi sono un gruppo di avvocati grottagliesi a muovere le coscienze e, con una lettera indirizzata al sindaco Ciro Alabrese, lo invitano ad attivarsi per far riprendere le attività negli uffici di piazza Regina Margherita.


“In questo periodo di austerity – scrivono – noi avvocati e cittadini siamo costretti ad affrontare un evento che influirà negativamente sulla vita della cittadinanza grottagliese e limitrofa iin quanto inciderà sul nostro diritto alla giustizia e sul generale andamento economico. La chiusura delle sezioni distaccate dei tribunali è ormai un fatto certo, nel maldestro tentativo da parte del governo di risparmiare qualche spiccolo a scapito della popolazione. Questa soppressione porterà disagi tali da allontanare ancor di più il cittadino dell’idea di una giustizia efficiente e farà perdere fiducia, se pure ce ne fosse rimasta, nei confronti della macchina statale. A questa scellerata disposizione, si aggiunge la scelta di chiudere gli uffici del Giudice di Pace che, sappiamo benissimo essere nella decisione delle piccole controversie, un valido sostegno al sistema giudiziario italiano già notoriamente al collasso. La chiusura dell’ufficio di Grottaglie non deve eserve vista solo comune disagio per gli avvocati, ma è un danno gravissimo soprattutto per l’utenza che vedrà nell’allungamento delle distanze e soprattutto nella dilatazione dei tempi della giustizia e dell’aumento dei costi un ulteriore affronto, un’ulteriore penalizzazione in questo periodo di fortissima tensione economica durante la quale il cittadino è a poco a poco spogliato di tutti i suoi diritti, come quello di percepire all’interno della propria cittadina una diramazione dell’esercizio della giustizia”.
Al sindaco chiedono di farsi carico della battaglia già intrapresa con la raccolta di firme avviata tra avvocati e cittadini e che ha già raggiunto le cento sottoscrizioni e soprattutto chiedono al primo cittadino di farsi carico economico delle spese utili a tenere in piedi l’ufficio del Giudice di Pace come già avviene nei territori limitrofi di San Giorgio e Lizzano “dove i sindaci hanno compiuto una scelta importante senza che ci sia stata un’espressa richiesta come, nostro malgrado, in questo caso”.

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