Provincia

Allarme povertà a Grottaglie, il lavoro? Solo per i rumeni

Mentre in città le famiglie sono sempre più in difficoltà in Alenia aumentano gli stranieri


GROTTAGLIE – Paradossale. In città aumenta la povertà e nel vicino stabilimento Alenia Aermacchi si assumono i rumeni.

Una situazione che sta inasprendo gli animi e soprattutto il rapporto tra azienda e sindacati.

E’ di ieri l’allarme povertà lanciato da una cittadina che denuncia situazioni di vera emergenza per le famiglie che non riescono in alcuni casi persino a mangiare. Tra le cause maggiori c’è la mancanza di lavoro.

Molte famiglie monoreddito si sono ritrovate dall’oggi al domani senza stipendio e cercare una nuova occupazione è diventato praticamente impossibile.


Eppure lo stabilimento Alenia era nato con lo spirito di portare sviluppo e quindi anche occupazione in terra ionica. Ma le segnalazioni che giungono dai sindacati sono tutt’altre.

In una nota la Fiscmic Confsal parla addirittura di Alenia come di una “colonia rumena”. Il numero degli stranieri stenta a diminuore nello stabilimento “soprattutto con gli ultimi arrivi che hanno rinvigorito la loro presenza a Grottaglie”.

E quelle poche assunzioni che magari ci sono anche per i non rumeni spesso vengono celate da agenzie interinali che in maniera vaga indicano l’azienda (società del settore metalmeccanico della provincia di Taranto). Non è una forma di razzismo. Intendiamoci. Nulla contro i rumeni. Ma è assolutamente illogico far venire da lontano operai che, invece, possono essere reclutati direttamente sul posto dove pure ci sono giovani e meno giovani con qualifiche specifiche che affannosamente cercano sui siti internet un’opportunità. “Alenia Grottagile – scrivono nuovamente oggi dal direttivo provinciale della Fismic – nasce per diventare punto di eccellenza all’interno del comparto aeronautico nazionale e con un importante progetto di rilancio per la Regione Puglia, ma a distanza di anni ancora troppe sono le problematiche irrisolte che ne impedirebbero il decollo”.

Secondo il sindacato autonomo le cause andrebbero cercate all’interno di un sistema di gestione dell’azienda “incapace di raggiungere seriamente gli obiettivi prefissati, a cominciare dalle decisioni che riguardano i processi primari di realizzazione del prodotto, dalla scarsa valorizzazione delle risorse umane, fino alla totale indifferenza sulle questioni che ogni giorno emergono in vari reparti dello stabilimento in merito all’organizzazione e gestione del lavoro”.

In tutto questo la politica tace.

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