Provincia

Il teatro Ideal rischia di chiudere. Cercasi soluzioni

La notizia circola in città con sempre maggiore insistenza


MANDURIA – Il cinema teatro Ideal rischia di chiudere battenti.

La notizia circola insistentemente in città dopo che dalla sede cittadinanza di SeL è stata diffusa una nota in cui si sollecita l’intervento di tutte le forze politiche e sociali messapiche per scongiurare la perdita, l’ennesima, di una struttura che rappresenta uno dei punti di riferimento del territorio.

Inaugurata agli inizi degli anni Quaranta, il cinema è stato già ristrutturato, circa dieci anni fa, ed avrebbe bisogno di un nuovo investimento per adeguarlo ai nuovi sistemi digitali di proiezione.


Problemi nati tra i quattro soci sarebbero alla base della decisione di vendere.

E’ l’ultimo cinema rimasto in piedi nella città messapica dopo che anche il Paisiello ed il Candeloro furono chiusi. Si cercano dunque soluzioni per scongiurare il pericolo di perdere l’ultima sala cinematografica. Da SeL è partita la proposta rivolta al Comune affinché attivi un finanziamento per acquistarlo. Ma non tutti sembrano d’accordo.

Tullio Mancino, ex candidato sindaco, esprime forti perplessità su questo tipo di progetto.

“Al di là delle evidenti difficoltà economiche dell’ente comunale – osserva – che non permetterebbero in questo momento un investimento così considerevole, a preoccuparmi è piuttosto l’aspetto legato alla gestione. Senza un regolamento comunale serio che indichi le modalità di affidamento, gli eventuali costi e gli oneri a carico dei coloro che ne chiederebbero l’uso per l’organizzazione di eventuali iniziative socio-culturali ed un indirizzo artistico serio che miri a privilegiare la qualità delle proposte, il teatro finirebbe per diventare in poco tempo l’ennesimo strumento di clientela nelle  mani di amministratori attuali e futuri”.

“Svendere anche la cultura – conclude – ultima risorsa rimasta  questo pese è un delitto perpetuato ai danni delle nuove generazioni. Mi auguro che l’Ideal non chiuda, come mi auguro che si cominci a comprendere la coltura come veicolo di crescita comune”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche