Provincia

Il tetto in amianto si sbriciola. Scatta la protesta

La copertura della vecchia cantina


CAROSINO – Cento famiglie residenti tra corso Umberto e via Nenni ora hanno paura.

Era giugno quando scrissero all’allora sindaco Biagio Chiloiro chiedendo di intervenire perchè preoccupati della potenziale pericolosità della copertura in cemento amianto dei capannoni adibiti un tempo a deposito di vini.

La questione riguarda in pratica il tetto in amianto della vecchia cantina sociale situata su corso Umberto.
Da giugno nulla si è mosso. La copertura continua a sgretolarsi ed intanto tra i residenti cresce la paura perchè, nell’ultimo periodo, diversi sono stati i casi di decessi per tumore ai polmoni o disturbi alla tiroide.


Attribuirne le cause alla presunta presenza di amianto non è possibile. Ovviamente. Ma la paura è legittima per chi vive nelle immediate vicinanze dello stabilimento. Ad aggravare la situazione un fatto che avvenne poco prima che i residenti si decidessero a scrivere al sindaco.

“Sabato 9 giugno – ricorda uno di loro – con un’operazione da film, un elicottero ha portato via, probabilmente in un’altra sede, tutti i silos in acciaio inox esistenti nell’ex cantina sociale. Nessuno ci ha avvertito della pericolosità di quanto stava per accadere, solo una semplice ordinanza comunale invitava a sgomberare via Nenni”.

La paura è che nello spostamento d’aria provocato dalle eliche dell’elicottero si siano potute liberare particelle di eternit dalla copertura del tetto in amianto. Un materiale che notoriamente provoca problemi alla salute ed all’ambiente.

Al danno la beffa perché, oltre a rimanere con la paura di aver in qualche modo subito l’esposizione all’amianto, i residenti di via Nenni e di corso Umberto (nelle immediate vicinanze dello stabilimento) hanno subito anche danni di natura economica.

“Si sono smottati pavimenti dei balconi – racconta ancora il residente e firmatario della petizione di giugno – alcuni apparecchi di condizionamento hanno smesso di funzionare”.

Dopo quattro mesi di silenzio da parte dell’amministrazione Chiloiro ora sperano di poter contare sull’intervento del commissario prefettizio.

“Chiediamo che vengano immediatamente rimossi i tetti di questi capannoni” afferma un gruppo di residenti che fa appello anche all’Asl ed all’Arpa, nonché alle forze dell’ordine, perchè si faccia chiarezza su quanto accaduto il 9 giugno scorso e soprattutto si garantisca l’incolumità e la salute pubblica. 
 

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