Provincia

Invasione di colombi, a Sava scatta l’allarme per puzza e malattie

Alcuni stabili abbandonati di via Dante sono diventati colonie per i volatili e gli escrementi invadono persino la strada


SAVA – L’eccessiva proliferazione dei colombi sta creando problemi di degrado ambientale ed igienico sanitario. Infatti non solo i piccioni sporcano e imbrattano ma sono anche portatori di oltre 60 tra infezioni e malattie trasmesse direttamente o indirettamente.

E’ preoccupazione in città. Nei giorni scorsi alcuni cittadini residenti in via Dante, a circa 100 metri dalla piazza centrale del paese, hanno evidenziato una situazione di vero allarme.

Proprio la presenza di una numerosa colonia di piccioni ha trasformato un locale da tempo abbandonato in una  “colombaia”. 


L’ambientalista Mimmo Carrieri ha già presentato al sindaco una richiesta di intervento.

“Il pavimento del locale – racconta – sino ad arrivare all’uscio che si affaccia sulla strada, si presenta totalmente ricoperto da un consistente spessore di escrementi che anche all’esterno rendono l’aria insalubre e costringono gli abitanti a chiudere porte e finestre”.

I piccioni, secondo alcuni esperti, sono anche veicolo di parassitosi che spesso causano infestazioni. Quindi, anche in questo caso il problema è di tipo igienico-sanitario. “La trasmissione di eventuali malattie infettive dai volatili  all’uomo – specifica Carrieri -non sempre si trasmette con il contatto diretto poiché nel caso degli escrementi le polveri infette possono essere trasportate dal vento e inalate. Ed è per ciò che ho provveduto ad informare e chiedere l’intervento del sindaco (in quanto anche autorità sanitaria locale) e del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl di Manduria affinché vengano adottati tutti quei provvedimenti necessari a rimuovere il pericolo al fine di tutelare la salute dei cittadini savesi residenti in via Dante, ma è evidente che il proliferare di colonie di piccioni che si sta estendendo in tutto il territorio comunale merita ben altra attenzione, sia da parte delle autorità politiche che sanitarie”.

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