Provincia

Il caso Manduriambiente, ecco l’Aia della discordia

La Regione rilascia l’autorizzazione alla sopraelevazione dell’impianto ma in piedi ci sono un contenzioso col Comune e un’indagine della Gdf


MANDURIA – Porta la data del 18 ottobre scorso la determina dirigenziale della Regione Puglia con cui viene rilasciata l’autorizzazione integrata ambientale alla società Manduriambiente che in contrada La Chianca gestisce un impianto per lo smaltimento dei rifiuti.

Già rilasciata quasi un mese fa, l’Aia diventa ufficiale solo in questi giorni quando anche in Comune hanno potuto visionare la determina.


L’Aia è propedeutica alla istanza avanzata dalla società per la sopraelevazione del sito. Al momento, infatti, la cava di sei metri di profondità è colma e la società ha chiesto di poter elevare la montagna di rifiuti fino a quattro metri di altezza.

Un provvedimento passato attraverso numerose conferenze di servizi e sottoposto a diversi pareri. Tra questi anche quello del Comune di Manduria che nella conferenza dell’ottobre 2012 ribadiva il no già espresso nell’ambito del procedimento di Via provinciale. Nella conferenza di servizi di metà novembre, invece, fu data lettura anche della nota trasmessa dall’Asl di Taranto circa il parere sanitario, risultato non favorevole “per la presenza di odori nauseabondi e molesti…. ed in quanto l’ampliamento dell’impianto non assicura una chiara previsione del rischio di compromissione della qualità ambientale al fine di garantire il benessere della salute umana”.

Ma mentre a Bari si decideva di rilasciare l’Aia (nonostante i succitati pareri), la Guardia di Finanza apriva un’indagine sulla discarica che, autorizzata con decreto del commissario delegato per l’emergenza ambientale nel gennaio del 2002, doveva funzionare come piattaforma per il trattamento dei rifiuti. In pratica si doveva produrre Cdr che dal sito di contrada La Chianca, però (ad eccetto di una breve parentesi di qualche mese) non è mai uscito. Ecco spiegato il perchè la volumetria del sito è stata colmata prima del 2020.
Quel sito ora va adeguato e ristrutturato, è quanto prevede anche l’Aia, ma per farlo occorrono almeno cinque anni ed un bando di gara. Nel frattempo i Comuni dove andranno a conferire e con quali costi? Esiste già un contenzioso col Comune di Manduria sulle tariffe. La discarica chiede 16 euro a tonnellata, ma dal Comune il costo stimato attraverso un’indagine condotta da esperti non supererebbe l’euro a tonnellata.

Contenziosi e indagini in corso. Eppure arriva l’Aia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche