10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Provincia

Stop alla discarica Manduriambiente, no al raddoppio

Stamattina la votazione unanime alla delibera con cui si esprime parere negativo rispetto all’Aia. Scatta la psicosi: esami sui pozzi


MANDURIA – Il consiglio comunale decreta lo stop alla sopraelevazione della discarica e quindi anche all’Aia.

Stamattina seduta fiume sull’emergenza rifiuti scoppiata dopo l’esaurimento delle volumetrie alla discarica di bacino Manduriambiente.

Il sindaco Roberto Massafra ha letto una lunga relazione in cui descriveva l’escursus della discarica fin dal 2002, ovvero da quando l’allora commissario Vendola autorizzò l’esercizio dell’impianto.


Impianto che avrebbe dovuto funzionare come piattaforma per il compostaggio dei rifiuti, ma che (ad eccezione di una breve parentesi di qualche mese) non ha mai prodotto ecoballe. I rifiuti prodotti nei 17 Comuni del versante orientale sono finiti, cioè, nella discarica e lì sono rimasti tali e quali. Con l’esaurimento delle volumetrie per i Comuni è scoppiata l’emergenza. Fino ad oggi si è potuto conferire in deroga presso l’impianto, ma già da domani la discarica potrebbe non accogliere più i rifiuti.

Il sindaco Roberto Massafra, sostenuto anche dal suo consiglio comunale, ha infatti deciso di non emettere l’ordinanza che l’Organo di gestione d’ambito (Oga) ha chiesto per una deroga di 90 giorni dei conferimenti. “La ragione per cui siamo arrivati ad oggi – ha detto il primo cittadino – è perché Vendola ha decretato di utilizzare la discarica di soccorso come discarica tale e quale, non per ragioni di carattere ambientale, ma economico perchè per i Comuni non volevano spendere di più per conferire la frazione secca al termovalorizzatore, quindi l’autorizzazione di Vendola fu accettate di buon conto dagli amministratori comunali”.

Spara a zero il primo cittadino forte del consenso dal suo consiglio che già in passato si era espresso contro il raddoppio della discarica.

Il progetto della Manduriambiente, per il quale, intanto, la Regione ha già rilasciato l’Aia, prevede, infatti, una montagna di rifiuti alta 4 metri su circa 100mila metri quadrati di superficie, per un totale di altri 630 mila metri cubi di rifiuti da aggiungere ai 262mila già interrati.

Per il sindaco non compete a lui decidere su eventuali deroghe, è per questo che in risposta ha deciso di non emettere l’ordinanza. Una sorta di protesta contro chi finora ha deciso per le sorti dei manduriani che ora temono per via dei risultati delle indagini condotte sulla falda acquifera da un laboratorio incaricato dal Comune. Boro, arsenico e manganese in valori superiori alla norma sono stati riscontrati in tutto il perimetro della contrade Li Cicci e La Chianca dove insistono una discarica dismessa e da poco dissequestrata, l’impianto di Manduriambiente ed uno stabilimento di compostaggio dei rifiuti organici.

Valori che fanno temere chi risiede attorno a quelle zone. Molti cittadini, infatti, stanno facendo analizzare l’acqua prelevata dai pozzi perchè il timore è che quelle sostanze altamente nocive possano aver inquinato la falda acquifera e quindi anche le coltivazioni della zona. A questo punto il no del consiglio comunale apre due strade: o interverrà un’ordinanza dell’Oga, della Provincia o della Regione, oppure i compattatori saranno dirottati nella discarica di Massafra dove le tariffe di conferimento a carico dei Comuni sono più alte, ma assicurano il completamento del ciclo dei rifiuti. Intanto l’Oga ha già chiesto al Comune di Manduria e a Manduriambiente le carte relative al progetto di ampliamento già approvato dalla Regione con l’Aia per avviare la gara.

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