Provincia

Discarica Manduriambiente, cancelli chiusi

Stamattina nei 17 comuni del versante orientale i cassonetti sono stati svuotati, ma i compattatori restano pieni e per strada


Ci sono 17 Comuni che rischiano di diventare una seconda Napoli.

Stamattina le aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti urbani  hanno svuotato i cassonetti, ma i compattatori non sono potuti entrare nella discarica Manduriambiente perché manca l’ordinanza di deroga allo smaltimento.


Ieri il sindaco di Manduria, che l’Oga (organo di gestione d’ambito) aveva demandato per l’emissione dell’ordinanza, sostenuto anche dal suo consiglio comunale, ha ribadito il suo no alla sottoscrizione del provvedimento.

Un no che apre uno scenario di emergenza perchè se i compattatori non potranno essere svuotati, già domani i rifiuti rischiano di rimanere per strada.

La questione riguarda l’intero bacino orientale ionico. Da San Giorgio ad Avetrana i Comuni smaltiscono, fin dal 2003, nella discarica Manduriambiente che avrebbe dovuto esaurire la capienza nel 2020, ma poiché la chiusura del ciclo non è mai partita, funzionando semplicemente come discarica, le volumetrie si sono esaurite anzitempo. Ne è scaturito il progetto per il raddoppio che la Regione ha autorizzato attraverso l’Aia. Un progetto che prevede lo smaltimento di altri  630mila metri cubi di rifiuti che vanno a creare una montagna di 4 metri di altezza sopra le cave già colme dai 262mila metri cubi di rifiuti interrati.

Dopo il no del sindaco di Manduria, già ieri il vice presidente dell’Oga, Martino Tamburrano (a cui il sindaco Stefàno ha demandato il ruolo di guida per i prossimi 4 mesi) aveva convocato una riunione urgente dell’organo di gestione d’ambito. Una riunione fiume che partita alle 10, in tarda mattinata non aveva ancora prodotto alcun risultato. Posizioni contrastanti tra gli amministratori hanno portato per le lunghe il confronto. C’è chi insiste sul continuare a smaltire nella discarica di Manduria e chi, invece, opta per altri siti. In entrambi in casi, però, esistono intoppi.

Gli interrogativi sono due: Chi si assume la responsabilità di emettere l’ordinanza per far riaprire i cancelli della Manduriambente per la quale, peraltro, è già in piedi una indagine della Gdf e con la quale i Comuni hanno aperto un contenzioso? E a quali costi i Comuni potranno smaltire in altre discariche visto che finora hanno pagato appena 48,52 centesimi? C’è chi teme il dissesto.

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