20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Provincia

A Monteparano scoppia la guerra per l’acqua

La riduzione della pressione sta arrecando disagi ai residenti. L’Acquedotto: c’è il rispetto dei limiti. Il comitato: non ci basta


MONTEPARANO – Scoppia la guerra per l’acqua. Da qualche tempo la riduzione della pressione idrica sta arrecando disagi alla popolazione perchè, specie nei piani più alti, non si riesce nemmeno a far funzionare le caladaie per l’utilizzo dell’acqua calda.

Un problema già finito all’attenzione dell’Acquedotto Pugliese e del Comune e che ha spinto i cittadini ad organizzarsi in comitato per cercare di risolverlo.

L’Acquedotto Pugliese, in una raccomandata indirizzata al sindaco Birardi, spiega che “c’è il pieno rispetto del minimo contrattuale della Carta del Servizi idrico Ingegrato”.


Chiarisce inoltre che è stato variato l’assetto dello schema distributivo, in quanto precedentemente l’abitato era servito dal serbatoio pensile di Roccaforzata e con i relativi impianti di sollevamento a monte, pertanto in caso di mancanza di energia elettrica era automaticamente interrotta l’erogazione idrica per l’intero paese. Invece adesso, l’alimentazione avviene in via esclusiva dal serbatoio interrato, garantendo così un adeguato volume di compenso e di riseva e quindi un servizio continuo.

Ma agli effetti l’acqua arriva col contagocce. Ecco come l’Aqp spiega il perche: “tale variazione ha purtroppo comportanto una leggera diminusione della pressione in rete, comunque in grado di alimentare le abitazioni situate ai piani superiori, in quanto la relativa colonna d’acqua raggiunge munimo i 13 m rispetto al contatore, l’obsolescenza degli impianti privati interni o di eventuali riduttori di pressione può tuttavia accentuare il fenomeno, soprattutto negli orari di punta, caratterizzati dalla contemporaneità dei consumi”.
L’Aqp sta effettuando, inoltre, una ricerca delle perdite in modo da ridurre la dispersione della rete.

Giustificazioni che, però, per il comitato non sono sufficienti e che comunque, non riparano ai disagi. Continuano quindi a protestare ritenendo che “si sta vaneggiando l’impegno profuso da precedenti amministrazioni che si adoperarono, con sforzi finanziari, per la costruzione di un bypass sulla via per le Chianche dal canale di scorrimento principale di Roccaforzata, che probabilmente è stato chiuso”. Non ritiene sufficientemente esaustivo l’intervento dell’amministrazione nei confronti di Aqp e annuncia azioni di protesta anche plateali come la sospensione del pagamento del canone.

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