Provincia

Trovati 35 fusti sospetti, paura a Statte

La scoperta di D’Ippolito: bidoni allineati nell’area “ex Magneti Sud” sversano liquami su un terreno dove era già stata eseguita la bonifica


STATTE – Trentacinque fusti allineati e sigillati dai quali fuoriescono liquidi di sospetta natura e tubi incendiati. Una bomba ecologica alla periferia di Statte. Nell’area industriale, esattamente nella zona denominata “ex Magneti Sud”.

Un fazzoletto di terra, ora abbandonato, ma in cui un tempo insisteva un’azienda dell’appalto Ilva. A fare la scoperta è Cataldo D’Ippolito, consigliere comunale d’opposizione che contesta scelte e comportamenti dell’amministrazione comunale stattese.


Questi i fatti. “Quando l’azienda è andata via – racconta D’Ippolito – si è deciso di bonificare l’area. Ma prima era necessaria la caratterizzazione del sito. Così nel 2004, l’allora governatore Raffaele Fitto, in quel frangente storico anche commissario delegato per l’emergenza rifiuti, stanziò 200 mila euro solo per verificare quali inquinanti giacciono lì sotto.

A decretare la caratterizzazione accoglibile fu il provvedimento numero 8 di quello stesso anno, in cui è possibile leggere: E’ accolta l’istanza relativa all’integrazione di punteggio presentata dall’amministrazione comunale di Statte per l’intervento denominato ex Magneti Sud. La quantità dei rifiuti da asportare, indicate nell’istanza originaria ed erroneamente non valutate, corrisponde a circa 1.330 metri cubi diversamente distribuiti”.

Nello stesso decreto, intanto veniva respinta l’istanza del Comune di Statte per l’intervento all’ex Matra perché nell’istanza originaria non era indicata la quantità di rifiuti presenti.

Effettuata la verifica, si procedette alla bonifica. Furono spesi milioni di euro per riqualificare dei terreni sui quali, oggi giacciono, abbandonati, fusti sigillati contenenti chissà cosa.

“Si potrebbe pensare ad un inquinante davvero temibile come l’apiroglio utilizzato nella realizzazione dei trasformatori” ipotizza D’Ippolito. Ma per ora è difficile dirlo. A pochi metri da quei fusti un altro esempio di inquinamento. Dei lunghi tubi abbandonati sul suolo sono stati bruciati. “A versare in questo stato è l’intera area industriale” denuncia D’Ippolito “Basta fare pochi metri per ritrovarsi dinanzi ad una discarica a cielo aperto. Le opere di urbanizzazione mai completate. Il centro servizi  mai edificato. Ma forse tutto questo non interessa agli attuali amministratori”.

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