Provincia

Stangata a Grottaglie, aumentano Tares, Imu e Irpef

Le decisioni del Consiglio comunale


GROTTAGLIE – Approvate dal consiglio comunale le modifiche al regolamento Imu e le aliquote per l’anno 2013.

Confermate le aliquote del 2012 per l’abitazione principale (0,4%), terreni agricoli ed aree edificabili (0,76%). Aumento per le abitazioni principali di lusso (0,58%) e degli altri immobili (0,94).

Aumenta anche l’Irpfer e con l’ingresso della Tares mazzata per i commercianti.


Stangata totale, dunque, nella città della ceramica. Ieri sera animato il dibattito in aula. Dai banchi di opposizione i consiglieri Chivara e Gianfreda avevano proposto anche un emendamento, puntualmente bocciato.

Gli aumenti e le nuove aliquote sono state approvate dalla maggioranza, dai cui banchi giungono, comunque anche le critiche.
Il consigliere Francesco Donatelli su facebook scrive: “Si potevano evitare anche questi aumenti se solo si avesse avuto il tempo per approfondire e limitare alcune spese ingiustificate”.

Stessa presa di posizione da parte del Pdl. Il consigliere Davide Chiovara che in queste settimane ha criticato duramente le scelte amministrative parla di “incapacità a gestire le casse comunali”.

In aula aveva, infatti, anche proposto di recuperare i soldi dei condoni bloccati sulle scrivanie dell’ufficio tecnico.

“Ci sono almeno novecento mila euro – dice – con cui l’amministrazione di centrosinistra avrebbe potuto tranquillamente evitare di mettere nuovamente le mani nelle tasche dei grottagliesi. Invece, no. Si preferisce aumentare le tasse a scapito dell’economia locale. Con la Tares alle stelle i commercianti, in special modo fruttivendoli e ristoratori, avranno una mazzata che piegherà la categoria”.

Per il Pdl, in sostanza,  i soldi per evitare gli aumenti c’erano e per di più si poteva e doveva aumentare la raccolta differenziata che, invece, nell’ultimo biennio dal 18 è scesa al 14%.

“Si viaggia controcorrente” chiosa Chiovara “anzichè puntare sulla raccolta differenziata per limitare i conferimenti in discarica e quindi tagliare i costi, qui non si fa nulla per incrementare il riciclo, intanto si penalizza l’economia. Molti fruttivendoli stanno già abbassando le saracinesce per trasformarsi in ambulanti e con l’aumento del 107% della Tares il fenomeno si diffonderà ulteriormente. Davvero non capisco come un’amministrazione comunale possa pensare di portare avanti un territorio con queste scelte che, anzichè andare incontro alle attività commerciali già penalizzate dalla crisi economica, ora si ritroveranno a dover pagare fiori di quattrini”.

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