25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Provincia

Il Pd dopo il sequestro del depuratore: “Ecco le colpe del Comune”

“Sono stati consentiti allacci oltre il limite che hanno determinato il collasso del vecchio impianto”


PULSANO – Il Pd chiede alle autorità di indagare sul perchè in tutti questi anni, enti e persone, non hanno controllato e posto un argine allo scarico in mare dei reflui del depuratore.

Dopo il sequestro dell’impianto di contrada Rotondella il dibattito in città si infuoca e, nel silenzio dell’amministrazione comunale, è l’opposizione a farla da padrona.

Da Sel al comitato di viale dei Micenei, l’indice è puntato contro la politica e l’amministrazione comunale. Oggi anche il Pd attribuisce parte delle colpe al Comune.

“Il sequestro effettuato dalla Capitaneria di Porto – secondo il Pd – riporta sotto i riflettori lo stato del malfunzionamento dell’impianto e della sua ormai decennale inadeguatezza a fronteggiare le esigenze degli abitati dei comuni di Pulsano e Leporano. L’attività investigativa non solo ha portato alla luce ciò che per i pulsanesi era già noto da tempo, cioè che il depuratore sversava in mare, in zona Luogovivo, liquami di varia natura, causando l’inquinamento delle acque marine e la propagazione di odori malsani, ma ha svelato anche, all’interno dell’impianto, la presenza di un ingente quantitativo di fanghi depurati non smaltiti. In attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda, non si possono, tuttavia, sottacere quelle che sono le chiare responsabilità politiche dell’amministrazione Ecclesia”.

Per il segretario del circolo del Pd, Giancarlo Gillo “le problematiche del vecchio depuratore e le gravi difficoltà che da esse derivano all’intera comunità pulsanese sono strettamente legate alle vicende del nuovo depuratore, progettato nel 1997 dall’allora giunta Laterza per fare fronte all’inadeguatezza di quello sito in contrada Rotondella, e mai entrato in funzione. Inoltre, il silenzio assoluto dell’amministrazione sullo stato del nuovo depuratore sito in zona Palata, genera numerose perplessità circa la volontà di giungere ad una risoluzione del problema. Allo stesso tempo, lo stato di abbandono del nuovo impianto e la mancanza di vigilanza, cui avrebbe dovuto provvedere l’amministrazione, hanno favorito la commissione di numerosi furti che hanno fatto slittare i tempi di entrata in funzione dell’impianto. Pertanto è ora che, di fronte ai nuovi sviluppi determinati dal sequestro, l’amministrazione si assuma le proprie responsabilità affinchè venga finalmente risolta la questione”.

Il consigliere comunale Maria Cristina Tomai Pitinca aggiunge: “Le amministrazioni di centrodestra hanno la responsabilità di aver consentito in questi anni, nonostante i limiti di assorbimento noti del vecchio depuratore, l’allaccio di un ingente numero di utenze, consentendone addirittura il raddoppio,  e determinando il collasso del sistema”.

Il Pd annuncia l’organizzazione di un icontro pubblico per indagare sullo stato del procedimento dei lavori e di entrata in funzione del nuovo depuratore.

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