Provincia

Scattaglia ai Sindaci: “Non chiude nessun ospedale”

Stamattina la riunione alla Asl contro le ipotesi dei nuovi tagli dettati dal Ministro Lorenzin con il Piano della Salute


TARANTO – Nessuno dei quattro ospedali dell’area ionica chiuderà.

E’ quanto stamattina il direttore generale dell’Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia ha garantito ai sindaci riunitisi presso la sede centrale dell’azienda sanitaria.

Una riunione informale perchè non si è raggiunto il numero legale.

Erano, infatti, presenti solo i sindaci di Grottaglie, Manduria, Monteiasi, Sava, Fragagnano, Castellaneta, Torricella, Martina Franca e Palagiano.

L’assemblea dei sindaci era stata convocata anche per discutere dei tagli annunciati dal Ministro Beatrice Lorenzin con il nuovo piano della Salute che chiuderebbe tutti gli ospedali con meno di 120 posti letto.

A Taranto la mannaia avrebbe interessato i nosocomi di Grottaglie, Manduria, Martina Franca e Castellaneta, ovvero tutti quelli della provincia che, invece, nell’ultimo piano di riordino ospedaliero la Regione aveva tenuto sui cento posti letto.

Ieri sera l’ipotesi di chiusura è stata oggetto di discussione di un consiglio comunale monotematico tenutosi a Manduria da dove il sindaco ha lanciato l’allarme insieme ai Comuni del bacino sanitario di pertinenza del Giannuzzi.

Grido d’allarme che stamattina è stato placato dal direttore sanitario Scattaglia il quale ha informati i sindaci che dalla Regione si stanno attivando per non chiudere nessuno degli ospedali ionici.

Tutti i sindaci hanno ribadito l’importanza di tenere aperti i nosocomi anche perché l’area ionica, certificatamente attestata ad alto rischio ambientale e quindi potenzialmente soggetta all’aumento della malattie tumorali, ha già dato in fatto di tagli. Ben due ospedali sono già stati soppressi con il primo piano di riordino.

Dal marzo del 2011 Massafra e Mottola hanno dovuto rinunciare ai rispettivi ospedali, il primo da trasformare in Casa della Salute, ma al momento attivo solo come poliambulatorio. Il secondo doveva diventare un centro di riabilitazione d’eccellenza, ma potrebbe ospitare detenuti.
 

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