26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

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Palmisano, la mottolese orgoglio della Puglia

La medaglia d’oro olimpica premiata dalla Regione

Antonella Palmisano premiata
Antonella Palmisano premiata dal governatore Emiliano

“Sono dei fiori meravigliosi, nati da semi piantati tanti anni fa. Oggi premiamo gli atleti, i loro tecnici e indirettamente i loro genitori e tutti coloro che si sono prodigati perché queste ragazze e questi ragazzi potessero arrivare fino a questo punto.
Non c’è medaglia olimpica senza sport di base, senza partire alle volte per avventure che sembrano semplicemente un gioco all’inizio.
Iniziano così tutte le storie più belle dello sport mondiale, cominciano così, con un bimbo o una bimba che grazie ad un allenatore diventano particolarmente bravi e scoprono il loro talento sportivo.
L’obiettivo è avere tanti giovani che praticano sport, che rispettano gli avversari, la loro comunità, che portano in alto il nome dell’Italia, sia che vincano sia che perdano.
Queste ragazze e questi ragazzi hanno fatto della Puglia una delle principali partecipanti alle Olimpiadi. Ci sono nazioni di decine di milioni di abitanti che non hanno avuto le medaglie che ha ottenuto la Puglia. Questo per la Puglia è stato molto importante, il combattimento è stato duro, ma noi siamo stati tra i più bravi del mondo.
Siamo orgogliosi di loro”.
Così il presidente della Regione, Puglia Michele Emiliano, nel corso della cerimonia ‘Orgoglio Pugliese’ per premiare i protagonisti pugliesi dei Giochi olimpici e paralimpici di Tokyo 2020, nel teatro Kursaal Santalucia di Bari.
“Avete fatto un regalo grandissimo a noi tutti, alla nostra regione – ha aggiunto ancora Emiliano rivolgendosi direttamente agli atleti – Avete fatto sacrifici grandissimi e questo mi emoziona, per la gratuità dell’impegno che voi avete messo in tanti anni di allenamento. Sacrifici che anche le vostre divise rappresentano. Ci sono tante cose che noi diamo tutte per scontate, ma loro no, le interpretano credendoci, perché non ti alleni 9 ore al giorno se non ci credi fino in fondo, anche perché non avrai mai in cambio tutto il tempo che hai investito e rischi che anche una medaglia d’oro possa sembrare una remunerazione persino riduttiva rispetto al sacrificio che viene fatto”.
“In questi sei anni – ha detto l’assessore allo Sport Raffaele Piemontese – abbiamo decuplicato gli investimenti sullo sport, investito 35 milioni di euro nell’impiantistica sportiva e reso lo sport una delle azioni amministrative più importanti del governo regionale. L’emozione di questa serata rafforza la nostra determinazione a sostenere concretamente gli atleti pugliesi e a promuovere sin dall’infanzia la cultura dello sport”.
Lo sport nasce dal territorio, per questo la serata è stata dedicata alle atlete e agli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi e paralimpiadi e ai tecnici che li hanno formati nelle società sportive pugliesi. Olimpici e tecnici hanno ricevuto una targa in segno di gratitudine per aver portato alti i valori della Puglia.
Hanno ricevuto il premio “Radice di Puglia” la mottolese Antonella Palmisano (oro nei 20 km di marcia femminile), Massimo Stano (oro nei 20 km di marcia maschile), Vito dell’Aquila (oro nel Taekwondo categoria 58 kg maschile), Luigi Samele (doppio argento nella sciabola individuale e a squadre), Vittoria Bianco (oro nella staffetta femminile 4×100 metri stile libero) e Luca Mazzone (argento nel ciclismo cronometro individuale H2, argento nella gara in linea H1-H2 e oro nella staffetta handbike H1-5). “Questa Olimpiade ci ha dimostrato che niente è impossibile, tutti noi azzurri abbiamo dato il massimo e lo hanno dimostrato i record italiani, i record nazionali, le medaglie. È stata un’Italia fantastica, i limiti sono davvero solamente nella mente”. Così proprio Antonella Palmisano, 30enne di Mottola, medaglia d’oro nella marcia femminile dei 20 km alle Olimpiadi di Tokyo.
Parlando della medaglia vinta a sole 24 ore dall’altro oro nella marcia maschile per l’Italia, vinto da Massimo Stano, 29enne anche lui pugliese di Palo del Colle, “ho ancora i brividi – ha detto Palmisano – , non credevo fosse possibile, eravamo entrambi convinti ma vincere due ori così, abbiamo scritto la storia”. Ha ricordato gli ultimi 4 chilometri della gara, quelli nei quali ha “realizzato di poter vincere” e nei quali dice di aver “pensato a tantissime cose, alle persone che mi sono state accanto, a quanta gente a casa stava piangendo e poi al sogno di tagliare il traguardo con la nostra bandiera”. Pensa già al futuro Vito Dell’Aquila, 20enne di Mesagne, oro nel taekwondo, prima medaglia italiana a Tokyo. “Il mio sogno è qualificarmi e vincere magari una medaglia A Parigi” e “nel medio termine il mondiale. Ho una lunga carriera davanti, quindi un oro olimpico non basta”. La “priorità” è il taekwondo, ma Dell’Aquila si iscriverà alla facoltà di scienze della comunicazione perché non nasconde l’altro suo sogno: “diventare giornalista sportivo”

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