27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 16:59:00

Provincia di Taranto

Sconti e rate per la Tares a S. Giorgio. Ecco la contro-proposta

Il sindaco mette a disposizione 25mila euro, ma i commercianti chiedono un taglio sulle tariffe pari al 50% e almeno 12 rate


SAN GIORGIO – Il sindaco mette a disposizione 25mila euro per abbattere gli aumenti della Tares a ristoratori, fruttivendoli e bar per una quota di circa il 40%, ma i commercianti chiedono di più.

E’ in programma per la prossima settimana un incontro tra il primo cittadino, Giorgio Grimaldi ed Arcangelo Alfeo, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia per discutere delle nuove tariffe Tares che hanno scatenato l’ira dei commercianti.

Già in due distinte occasioni molti di loro hanno occupato le stanze di Palazzo di Città per sollecitare un provvedimento utile a evitare la crisi totale.

Secondo la tabella varata in bilancio per ortofrutta, pescheria, fiori e pizza al taglio gli aumenti sono di oltre il 700%. Per ristoranti, pizzerie, trattorie e pub la nuova perssione fiscale è di oltre il 500% e per bar e pasticcerie sfiora il 300%.

Somme talmente elevate da mandare sul lastrico molte delle attività commerciali cittadine. La protesta ha già prodotti i primi frutti. Il sindaco,  infatti, ha messo mano alla tasca, o meglio ha deciso di utilizzare i fondi a sua disposizione per salvare il commercio.
Ma alla sua proposta è già pronta una contro-proposta che Alfeo, in qualità anche di rappresentante del mondo del commercio sangiorgese, ha preparato con una delegazione di operatori locali.

“Se il sindaco propone sconti sulla tariffa della Tares pari a poco più del 30% – ci dice – con la possibiltà di rateizzazione in 5-6 volte, noi chiediamo più elasticità, ovvero un taglio delle spese che raggiunga almeno il 50% della Tares per chi ha avuto i maggiori aumenti e la possibilità di pagare in almeno 12 rate”.

Una contro-proposta che riaccende il dibattito politico in città che sembrava placatosi alla vigilia del Natale con la promessa del sindaco di dare ascolto alle istanze del mondo del commercio.

“Vogliamo che il sindaco ci ascolti nuovamente – conclude Alfeo – perchè la crisi economica ha già messo in ginocchio il commercio e ora con l’arrivo di questa nuova tassa si segnerebbe la morte definitiva del settore”.

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