25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Provincia di Taranto

Martina Franca, così ti riqualifico la Masseria Russoli

Nascerà il parco Avventura con il percorso naturalistico: pronto in un anno


MARTINA FRANCA  – “Non si tratta di un intervento con cifre esorbitanti (257.205,60 euro), ma certamente è uno dei progetti più importanti dal punto di vista simbolico e non solo per il mio assessorato”. Così l’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, durante la presentazione del progetto per la creazione del parco naturalistico di masseria Russoli.

“Oggi presentiamo uno scenario che partendo dal parco naturalistico del bosco Russoli, porta di ingresso della Green Road tarantina, sarà capace di intersecare le potenzialità del mondo rurale, le traiettorie dello sviluppo turistico, culturale e sociale e si congiungerà in riva allo Jonio con le Blue Road che pensiamo indispensabili per la rivalutazione e il rilancio delle potenzialità di tutte le attività connesse al mare.

Qui abbiamo saputo conservare il patrimonio genetico di una razza straordinaria come quella dell’asino di Martina Franca e da qui saremo in grado di recuperare le linee portanti delle potenzialità perdute. Per questo ho voluto che alla conferenza stampa partecipassero alcune classi delle scuole elementari di Taranto, Martina Franca e Crispiano (Istituto  XXV Luglio- Taranto, Istituto Marconi-Martina Franca, Istituto Mancini-Crispiano – ndr)”.

Insieme all’assessore Nardoni, il dirigente del servizio agricoltura a cui afferisce la gestione della Masseria, Giuseppe D’Onghia, il funzionario dell’Arif (Agenzia regionale per le attività Irrigue e Forestali), Marco D’Attoli, il progettista nonché dirigente ufficio produzione arboree ed erbacee del servizio agricoltura, Domenico Campanile e il presidente del Gal Colline Ioniche, Antonio Prota. Il progetto si inserisce nell’ambito della Misura 227 “Sostegno agli investimenti non produttivi- Foreste” azione 3 “Valorizzazione turistica-ricreativa dei boschi” e prevede all’interno della Masseria tra i comuni di Martina Franca e Crispiano e nella foresta demaniale circostante la realizzazione di un Parco Avventura e di un Percorso Natura.

L’intervento che prevede anche il recupero di parte degli antichi trulli per esigenze didattico-faunistiche si svilupperà in un’area di 192 ettari tra bosco, macchia mediterranea, seminativo e ulivi secolari, in cui è opportuno ricordare trova ospitalità l’importante Centro di conservazione del patrimonio genetico dell’Asino di Martina Franca.

“Il Parco Avventura e il percorso naturalistico, nonché i cento asinelli ospiti della struttura – ha affermato Nardoni – mostrano l’altra faccia della nostra provincia, una realtà territoriale assolutamente inedita e da preservare e l’idea che famiglie e giovanissimi possano percorrere a piedi questi sentieri, consentono un seppur parziale esercizio di riconciliazione di questa provincia con il suo ambiente naturale”.

Aree didattiche e percorsi funambolici su alberi e funi consentiranno ai bambini (target di riferimento dai 2 ai 10 anni) di approcciarsi a questo patrimonio genetico e di biodiversità vero polmone verde per il territorio tarantino.

“Tutto dovrebbe essere pronto nel giro di un anno, tra approvazione del progetto esecutivo (febbraio 2014), acquisizione dei pareri e autorizzazioni (luglio 2014), bando di gara (settembre 2014) e fine lavori, previsti appunto per ottobre 2015”.

Spazio anche alla onoterapia che come pet therapy praticata con l’utilizzo degli asini ben si presta alla riabilitazione. Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto l’incontro con alcuni ospiti della Comunità Emmanuel di Martina. “Per il secondo anno consecutivo questi ragazzi hanno reso possibile la raccolta delle olive della Masseria – ha detto Nardoni – e grazie a loro abbiamo potuto produrre un buon olio che servirà ad apparecchiare le tavole della comunità, ma anche di alcuni centri di assistenza e accoglienza del territorio. Le arance raccolte nei prossimi giorni saranno consegnate, così come è avvenuto per l’olio, ad alcuni centri di cura della provincia di Taranto”.

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