05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 10:57:00

Provincia di Taranto

Centrosinistra al bivio. Ultimatum al Pd


MARTINA F. – Il centrosinistra è al bivio. La coalizione composta da Idv, Sel, Puglia per Vendola e Amo Martina lancia l’ultimatum al Pd. Entro questa settimana dovrà sciogliere la riserva sul candidato alle primarie. Il dibattito all’interno del tavolo si fa duro. Mentre Pasquale Lasorsa di Amo Martina è già pronto a mettersi in gioco sostenuto dal segretario provinciale dell’Idv, Antonio Martucci, in casa Pd si discute ancora su chi dovrà essere il candidato alle prossime elezioni amministrative. Domani arriverà in città il segretario provinciale Parisi per cercare di sciogliere i nodi all’interno del partito dove si sarebbero create due frange: una a favore della candidatura a sindaco del consigliere regionale Donato Pentassuglia e l’altra che propone il nome di Giandomenico Bruni, ex capogruppo consiliare.

Intanto un primo approccio tra la coalizione pro Lasorsa ed il Pd c’è stato nei giorni scorsi quando si è riunito il tavolo del centrosinistra dal quale è emersa con decisione la volontà comune di non stringere alleanze con chi ha amministrato nell’ultimo decennio. Porte chiuse, anzi sbarrate, quindi all’Udc soprattutto alla luce delle ultime nomine. A guidare il partito, infatti, c’è oggi Muschio Schiavone, ex consigliere del Pdl nell’amministrazione Palazzo. Una volontà, quella di lasciare fuori dalla coalizione del centrosinistra gli ex amministratori che Martucci aveva già annunciato all’indomani del congresso cittadino del Pd quando al partito della rieletta Nunzia Convertini chiedeva chiarezza e soprattutto dialogo. “Il Pd – dichiara ancora oggi Martucci – deve decidersi. Vogliamo un nome per le primarie entro venerdì o resteranno fuori. Abbiamo già perso troppo tempo”. Venerdì è la data decisiva. Un nuovo tavolo è già in programma per la serata.Si capirà se il centrosinistra viaggerà unito verso le elezioni oppure se anche questa volta (come nel 2007) scenderà diviso. Per ora l’unico elemento comune resta il no all’Udc. No che Martucci ribadisce e rafforza con un diveito all’allenza anche in occasione di un eventuale ballottaggio. “Non è il simbolo che ci fa paura – afferma – ma le persone che rappresentano in questo momento quel partito”.

M.D.B.

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