18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Provincia

“Ci tolgono gli strumenti per curarci”

MARTINA F. – Chiama per due ore il centralino dell’ospedale. Poi si reca di persona al nosocomio. Giornata storta per l’ex consigliere Angelo Gianfrate che dalle ore undici all’una di ieri mattina ha tentato di mettersi in contatto con il centralino del SS. Annuziata per ricervere informazioni relative all’esito di un esame. “Nulla – racconta – dall’altra parte nessuna risposta. Sono stato costretto a recarmi direttamente all’ospedale Moscati per ottenere le informazioni che avrei, invece, potuto conoscere telefonicamente, sprecando così tempo e denaro che nessuno mi ripagherà mai.

E’ assurdo che per due ore nessuno abbia mai risposto. Ho ripetuto per decine di volte quel numero di telefono (lo 099/4885111) a tal punto da impararlo a memoria. E’ vergognoso che esista un servizio che, però, non assolva al suo compito. Una situazione che aggrava la già precaria sanità tarantina di cui sono vittime i più deboli, ovvero gli ammalati”. La disavventura dell’ex consigliere è il pretesto per riaccendere la polemica sui disservizi della sanità tarantina ed in primis sulla imminente scandenza del servizio di trasporto dei malati oncologici. “Dal prossimo 1 febbraio – ricorda Gianfrate – i malati non potranno più usufruire di tale servizio. Come faranno? Dalla Asl si sono posti questa domanda? D’altronde se c’è chi usufruisce di questo servizio è perchè non saprebbe come fare altrimenti. Ci tolgono tutto. Ora anche gli strumenti per curarci”. Gianfrate vive personalmente questa esigenza. Un suo parente fruisce del servizio. Ma come lui ci sono centinaia di persone che si domandano come faranno quando il servizio non ci sarà più. “E’ ora di dire basta – dichiara l’ex consigliere – Scattaglia, Fiore e Vendola sono mai venuti in un reparto di oncolgia a Taranto? Il numero dei malati continua a crescere e c’è gente anziana che non ha nessuno che può accompagnarli da un’ospedale all’altro per curarsi. Forse non si rendono conto del disagio che stanno per arrecare. Invece di tagliare i fondi per un servizio utile a chi già soffre, perchè non si tagliano gli stipendi?”. Gianfrate è uno dei promotori della raccolta di firme contro i vitalizi ai politici.

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