04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 20:35:00

STATTE – Si cambia registro. Dopo anni di ricorsi e battaglie legali che non hanno mai fruttato nulla, se non costi ulteriori, il Comune ha deciso di cambiare tattica nei confronti della vicina discarica Italcave. Ha intrapreso, infatti, la via del dialogo. “Da qualche mese – fa sapere il sindaco Angelo Miccoli – abbiamo avviato un confronto con la società e con i residenti della contrada Feliciolla in merito ad un progetto curato dal Politecnico di Bari per l’installazione di impianti di monitoraggio odorigeno da installare nei pressi della discarica”. L’Italcave, va chiarito, è finita nel mirino delle polemiche da quando ha accolto i rifiuti della Campania.

Dal 2005 e poi nelle successive battute dell’emergenza rifiuti partenopea ha aperto i cancelli ai tir dietro le pressioni degli ambientalisti locali che denunciavano cattivi odori provenienti da quel sito. Contemporaneamente era partita la battaglia legale da parte del Comune che finora si è conclusa con un semplice aggravio di costi per l’ente di via San Francesco. “I diversi ricorsi presentati – ricorda il primo cittadino – non ci hanno mai dato ragione. Alla luce di questi fatti abbiamo avviato un dialogo con la società che si è dimostrata propensa ad ascoltare le ragioni del territorio”. Il pretesto è stato lo studio del Politecnico, ma l’esito finale dovrebbe essere una compensazione economica per Statte. L’idea, cioè, è quella di avanzare alla società Italcave la richiesta di royalties. “Ciò non vorrà dire che il Comune non potrà in futuro avviare altre azioni nei confronti della società – chiarisce il sindaco Miccoli – perchè l’obiettivo finale resta sempre e comunque la salvaguardia della salute e la corretta coltivazione della discarica”. Se, cioè, l’impianto di smaltimento dei rifiuti speciali di contrada Feliciolla non può essere fermato, allora perchè non trarre vantaggio per la comunità? Deve essere questa la domanda che il Comune si è posta alla luce del risultato giudiziario di anni di scontro. Un progetto, quello delle royalties che, però, sta alimentando la protesta di quanti fino a pochi mesi fa hanno manifestato davanti ai cancelli della discarica. La denuncia parte dal coordinatore cittadino dei Verdi, Vincenzo Conte che parla di “ferita ancora aperta” scontrandosi con il sindaco Miccoli a cui chiede di dimettersi perchè “quella di cui parla è una battaglia mai cominciata”. “La questione è di principio – puntualizza Conte – perchè se uno è contrario deve continuare a perseverare su questa strada e non accettare accordi e tanto meno royalties”. E’ presto per parlare di somme perchè dal Comune ancora la proposta non è nemmeno partita. “Con quei fondi – dichiara ancora il sindaco – speriamo di poter in qualche modo temperare i bilanci gravati dai continui tagli del Governo nazionale”. Il Comune di Statte già gode di royalties per la vicina discarica di bacino: la Cisa di Massafra. Una quota annuale da 500 mila euro che alimenta il bilancio dell’ente. Un territorio, quello stattese, notoriamente considerato ad ad elevato rischio ambientale, per le discariche ed altri siti inquinanti (vedi ex Cemerad) che circondano la città. Un territorio da cui era partita anche la richiesta di rivisitazione delle Aia (autorizzazione integrata ambientale). Ma l’iter è ancora all’inizio.

Maria De Bartolomeo

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