Provincia

Ex Cemerad a Statte, ecco le ragioni dei ritardi

Il Sindaco Angelo Miccoli chiarisce i problemi per l’esecuzione delle operazioni di caratterizzazione dei fusti


STATTE – La notizia viaggia sul web da qualche giorno, ma per il sindaco Angelo Miccoli “non c’è niente di nuovo”.

Sul Corriere della Sera on line un video traccia la storia dell’ex Cemerad, il sito in cui da vent’anni sono stipati migliaia di fusti contenenti rifiuti radioattivi.

Una storia che ha fatto il giro d’Italia alimentando paure e polemiche.

Nel 1995 la Forestale eseguì un sopralluogo e oggi, chi entrò allora in quel sito, ricorda torri alte fino a venti metri di fusti ammassati in un capannone di lamiera. La situazione da allora non è cambiata. Circa 14mila fusti restano lì. Accantonati. L’unica novità intercorsa da allora sono la messa in sicurezza del sito e la bonifica della parte esterna ai capannoni.

In vent’anni solo impegni di spesa da parte della Regione e della Provincia e un bando per la caratterizzazione dei fusti che è saltato. Perchè? A spiegarcelo è direttamente il sindaco di Statte, Angelo Miccoli che da due legislature sta seguendo il caso Cemerad.

“Eravamo pronti a partire con la caratterizzazione – ci dice – quando i vigili del fuoco hanno aggiunto altre prescrizioni. C’era stato un regolare bando di gara già assegnato, ma le modifiche apposte non ci consentivano di procedere con quel contratto. Quindi abbiamo dovuto revocarlo. Ora siamo in fase di trattazione in conferenza di servizi per cercare di riattivere un nuovo bando quanto prima”.

Insomma tutto torna ad un paio di anni fa, quando il 23 gennaio del 2012 la conferenza di servizi approvò il progetto di caratterizzazione chimica e fisica dei rifiuti presenti all’interno dei capannoni. Un intervento da un milione e mezzo di euro che la Regione ha già finanziato. Altri 400 mila euro sono invece il provento messo a disposizione dalla Provincia. Ma questo per la sola caratterizzazione, ovvero per capire con esattezza cosa c’è nei fusti. Per la bonifica si dovrà attendere un secondo bando di gara e altri finanziamenti che la Regione ha già garantito. Ben 5 milioni di euro che, però, non bastano a mettere totalmente in sicurezza l’ex centro di stoccaccio di rifiuti radioattivi.

Ne servono ancora altri due che dovrà essere lo Stato a finanziare. A tal proposito l’on. Donatella Duranti sta preparare una interrogazione che finirà all’attenzione del nuovo ministro dell’Ambiente. L’obiettivo è non far trascorrere altri venti anni.

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