Provincia

Canale Li Cupi, SeL incalza il Sindaco di Lizzano

“Comunichi quali azioni intende mettere in atto dopo il sequestro del canale per tutelare la salute e le attività balneari e turistiche”


LIZZANO – Dopo il sequestro il silenzio. Un silenzio che viene rotto da Sel con l’appello al sindaco Dario Macripò: “Comunichi urgentemente quali sono le azioni da mettere in atto tempestivamente affinché si risolva una volta per tutte questa situazione problematica e pericolosa sia per la salute dei cittadini, sia per la continuazione delle attività degli stabilimenti balneari e turistici della nostra costa”.

Il caso è quello del depuratore.

Nei giorni scorsi il Noe di Lecce ha messo sotto sequestro lo scarico a mare del canale Li Cupi, dopo che l’Arpa ha rilevato il superamento dei limiti tabellari consentiti dalla norma per l’emissione di sostanze inquinanti e pericolose, a causa dello scarico del depuratore consortile di acque reflue urbane che serve i comuni di Lizzano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe, utilizzato per immettere i reflui del ciclo di depurazione nel corpo idrico superficiale denominato canale “Ostone”.

L’ipotesi di reato contestata al legale rappresentante della società che gestisce l’impianto di depurazione è quella di “getto pericoloso di cose mediante il superamento dei limiti tabellari previsti dalle norme vigenti”.

Da anni il Circolo Sel di Lizzano, al fianco delle libere associazioni come Attiva Lizzano e dei cittadini, ha denunciato più volte la pericolosità del depuratore e degli scarichi, attraverso iniziative come la catena umana nel 2011 o la partecipazione ai tavoli regionali, o il dibattito tenuto a Lizzano con il consigliere regionale Cervellera, la dott.ssa Spartera responsabile per l’Arpa e il consigliere regionale Pentassuglia. Iniziative rimaste inascoltate, ed oggi i nodi sono arrivati al pettine.

“Il sindaco di Lizzano – ricorda il coordinatore del circolo Gianluca Lecce – a inizio estate 2012, emananò un’ordinanza per il convogliamento nella falda acquifera delle acque provenienti dall’impianto consortile di depurazione. Nell’ordinanza il sindaco, con effetto immediato e sino al 30 settembre 2012, ordinava alla Pura Depurazione Srl di Bari, Acquedotto Pugliese e Regione Puglia (soggetti responsabili dell’impianto), in deroga alla normativa vigente, di convogliare le acque provenienti dall’impianto, nella falda acquifera del sottosuolo. Si salvò quella stagione balneare estiva ed oggi siamo punto e a capo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche