17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Provincia di Taranto

Il sindaco di Leporano Vito Di Taranto si è dimesso

“Contro di me un complotto. Lascio senza rimpianti e rimproveri”. Ieri sera in aula il deserto. Maggioranza senza numeri. Solo in 5


LEPORANO – Ora è ufficiale. Il sindaco Vito Di Taranto ha rassegnato stamattina le dimissioni.

Ieri sera in aula consiliare l’annuncio dopo che solo in cinque si sono presentati. “Prendo atto della situazione e mi rendo conto di non avere più la maggioranza. Al di là di tutte le beghe e gli interessi personali, però, ritengo che si sia persa una grande occasione”.

Queste le parole pronunciate davanti ad una platea numerosa di cittadini che ieri sera si sono presentati in aula alla luce delle polemiche interne alla maggioranza. Il defenestramento dell’assessore Pagano a cui sono seguite le dimissioni del vicesindaco Lotta e dell’assessore Zagaria, nonché il passaggio all’opposizione del consigliere del Pd, Presicci hanno di fatto decretato la conclusione anticipata dell’amministrazione del sindaco Di Taranto eletto meno di un anno fa.

In aula ieri sera nessuno di loro si è presentato ed a fare da sponda ai dissidenti anche i due consiglieri del gruppo Leporano Futura, Cosma e D’Abramo. Tra i banchi di opposizione c’era solo Azzolio che notoriamente ambiva a passare tra i banchi della maggioranza. Al fianco del sindaco sono, invece, rimasti il neo e già ex assessore Cerfeda, il presidente del consiglio De Milito e l’assessore Franchini.

Numeri chiari che hanno costretto il sindaco a lasciare. “Sono tranquillo – ci dice stamattina – per me oggi è una bella giornata e non so per quanti altri lo sia. Non ho rimpianti e rimorsi perchè ritengo che nessuno mi possa accusare di nulla. Anzi posso dire di non aver anteposto alla mia carica gli interessi e le beghe personali di qualcuno”.

Se la prende ovviamente con i consiglieri dissidenti (Pagano, Lotta, Zagaria e Presicci): “Contro di me c’era un complotto anche perchè lo stesso Pagano ha dichiarato di aver fatto un gruppo all’interno e che se fosse entrato Azzolio si sarebbero rotti gli equilibri”.
Ora il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni, ma lui è convinto: “sono irrevocabili”.

“Me ne vado con la coscienza a posto – conclude – sono loro (i consiglieri) che invece hanno fatto una brutta figura soprattutto perchè si è persa l’occasione di acquisire al patrimonio comunale 40 ettari di vegetazione mediterranea a l’intera batteria Cattaneo”. Era questo infatti l’argomento all’ordine del giorno del consiglio comunale. Ora non ci sono più i tempi per chiedere al Demanio la cessione. Ed a proposito di tempi, se tra 20 giorni le dimissioni non verranno revocate alla città aspetta un commissariamento lungo ben 14 mesi.

“Anche di questo – chiude Di Taranto togliendosi la cosiddetta spina nel fianco – gli ex assessori si sono resi responsabili paralizzando di fatto tutte le situazioni in itinere”.

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