Provincia

Fabbiano: “Mi sento del Pd. Radicchio? Nessun conflitto”

Parla l'ex Sindaco di San Giorgio e leader dei Democratici


SAN GIORGIO – “Al momento esistono una maggioranza ed una giunta che si riunisce e delibera. Se qualcuno non condivide il percorso attuato fino ad oggi lo dica nelle sedi opportune e non sui giornali”.

A parlare è Stefano Fabbiano consigliere comunale, già sindaco della città, e leader dei Democratici a San Giorgio. Una figura imponente nel panorama politico locale che ultimamente è stato protagonista nella vicenda collegata alle polemiche innescate con l’ordinanza di abbattimento del muro di recinzione di un’autoconcessionaria.

Lui, insieme al vicesindaco Mina Farilla, all’assessore Antonio Radicchio ed ai consiglieri Notarnicola e D’Errico, si è autosospeso dal Pd. Da allora incontri e scontri all’interno della maggioranza.

Oggi Fabbiano che finora è rimasto in silenzio rompe gli indugi e risponde alle nostre domande.

Consigliere lei è al momento fuori dal Pd. Una scelta dettata da cosa?
“Ci sono state situazioni a livello locale che non ho condiviso e da cui è scaturita la necessità di prendere le distanze”.

Una rottura definitiva col partito di cui è espressione da sempre?
“Io non la definisco nemmeno una rottura. Abbiamo costituto in consiglio comunale un gruppo di autospesi e col tempo verificheremo cosa accadrà. Mi sento sempre e comunque uomo del Pd, se poi ci saranno altri che prenderanno delle decisioni in merito ne prenderò atto”.

Radicchio e Farilla al momento, però, non rappresentano il Pd in giunta e per questo il partito dei democratici scalpita. E’ stata chiesta una verifica al sindaco. Che ne pensa?
“Sarà il consiglio a discutere di questo dopo che il sindaco avrà preso la sua decisione. E’ un compito che spetta a lui e non a me”.

Per lei esiste il conflitto di interessi per l’assessore Radicchio?
“Per me non esiste. Sono paroloni che fanno clamore e che qualcuno ha inventato. Aspetto di verificare alcune situazioni e poi in conferenza stampa racconterò i fatti dal mio punto di vista”.

Ha fatto bene il sindaco a cambiare la delega all’assessore?
“Il sindaco nel bene e nel male si assume la responsabilità delle sue scelte e quando deciderò che non sono d’accordo con lui non esiterò a parlarne in consiglio comunale”.
 

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