10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Provincia

Depuratore di Lizzano, il sindaco attacca l’Acquedotto

Ultimatum del gip Vilma Gilli per la facoltà d’uso. Entro tre giorni il cronoprogramma dei lavori. Ieri giornata di tensioni


LIZZANO – Il depuratore consortile di Lizzano di nuovo nel mirino delle indagini.

Ieri il gip Vilma Gilli ha concesso  l’ultimatum alla società Pura che gestisce per contro dell’Acquedotto Pugliese l’impianto a servizio dei Comuni di Lizzano, San Marzano e Fragagano. Entro tre giorni la società dovrà disporre un cronoprogramma per avviare gli interventi che garantiscano la depurazione totale dei reflui.

Il canale Ostone in cui smaltisce le acque il depuratore, infatti, era già finito sotto sequestro per accertato superamento dei limiti tabellari di inquinamento. Era il 18 febbraio. Il gip concesse la facoltà d’uso. Da quel giorno, però, non è cambiato nulla e ieri il Noe è tornato all’impianto, questa volta per sequestratre il depuratore.

Cosa è successo esattamente? A raccontarci i fatti è il sindaco Dario Macripò.

Sindaco, una giornata difficile quella di ieri?
“Sì, complicata e ricca di tensioni. Il gip ha bloccato il depuratore, anzi le pompe di sollevamento che portano al processo di depurazione. Poi però la situazione sarebbe peggiorata, perchè i reflui continuano a confluire nella vasca di accumulo che, una volta colma, avrebbe portato i liquami, senza essere depurati, nel canale e quindi in mare. In quel caso sarebbe scoppiata l’emergenza. Ecco perchè il gip ha poi concesso l’ultimatum alla società”.

Perchè il gip vuole bloccare la facoltà d’uso?
“Perchè dopo il sequestro di febbraio, l’Acquedotto avrebbe dovuto avviare delle attività di adeguamento. Ma a distanza di tre settimane non è risultato essere cambiato nulla”.

Ci ha parlato di tensioni. Perchè?
“Perchè quando il gip ha inizialmente negato la facoltà d’uso la Pura si è rifiutata di prendere in custodia il canale. A quel punto ho dovuto farlo io, con l’impegno, però, che lì non avrebbero dovuto smaltire nulla. Altrimenti sarei stato costretto a sporgere denuncia”.

Se l’Acquedotto non dovesse attivarsi, cosa succederà per i reflui dei tre Comuni?
“Non è un problema nostro, perchè dovrà essere l’Acquedotto a provvedere a smaltirli altrove. Anche se ha già fatto notare la mole di lavoro. Si parla di 200 autospurghi al giorno”.

Il problema è l’estate che si avvicina..
“Per liberare il mare, comunque, occorre tempo e tutto dipende dalle correnti, perchè si tratta di microrganismi che si depositano sul fondo e che al verificarsi di certe condizioni fioriscono colorando di scuro il fondale”.

Come agirete?
“Ripeto non spetta a noi agire, ma all’Aqp”.

Ma fino ad ora si è scaricato in maniera anomala?
“Bè sì, è questo il vero problema”.

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