27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 16:47:00

Provincia di Taranto

La Bcc sfida i mercati nazionali. E vince a Taranto


TARANTO – La Banca di Credito Cooperativo di San Marzano sfida la crisi e vince. Il 2011 è andato oltre le aspettative in fatto di raccolta e di impieghi. I risultati conseguiti, infatti, superano di gran lunga la media nazionale: +4% di raccolta e +8% di impieghi= maggiori risorse per il territorio. Uno slogan che la Bcc di San Marzano sta lanciando per dire grazie ai risparmiatori ed alle famiglie del territorio ionico. Ma cosa vuol dire +4% di raccolta e +8 di impieghi? Lo domandiamo al direttore generale Emanuele Di Palma.

“Significa che la gente continua a darci fiducia perchè gli impieghi del 2011 sono stati superiori alla media nazionale che non ha superato, nello scorso anno, il 4%. Questi dati ci permettono di riversare soldi sull’economia locale in maniera superiore alla tendenza registrata in Italia nel 2011. Anche se, comunque, constatiamo un rallentamento rispetto agli anni precedenti quando gli impieghi hanno avuto anche percentuali a due cifre”. E per la raccolta? “Stesso discorso perchè il 4% di raccolta significa comunque un risultato che va oltre la media nazionale che si è fermata per il 2011 ad 1,5%. Certo l’andamento è decrescente rispetto agli anni precedenti perchè gli effetti della crisi attuale si fanno sentire”. Il 2012, invece, che dati sta registrando? “Il nuovo anno è partito con lo stesso andamento e la riduzione del PIL del 2,2 ci consente di prevedere un incremento negli impieghi compreso tra il 6 e l’8% quindi in pari con i risultati dell’anno appena terminato”. La gente continua a risparmiare quindi, nonostante la crisi economica globale. Ed è grazie alle famiglie che le imprese riescono ad ottenere prestiti da parte delle banche. “E’ proprio così, infatti noi diciamo grazie ai risparmiatori perchè continuano a credere nella nostra banca, ma il nostro grazie va anche al territorio che esprime ancora credito bancario e ci chiede aiuto negli investimenti”. Quali categorie sociali sono più propense al risparmio? “Notoriamente sono le famiglie che riescono a mettere qualcosa da parte”. E negli impieghi, cioè nelle richieste di credito? “Anche qui, nel 2011, sono state più le famiglie a chiederci la contrazione di mutui o prestiti per i beni di consumo. Come per il 2010 le imprese hanno rallentato la richiesta di credito perché, è chiaro, che in un momento di crisi economica generale come quella che stiamo vivendo gli imprenditori sono cauti e l’andamento dei mercati non induce a fare nuovi investimenti. L’unica eccezione che abbiamo registrato nell’ultimo anno ha riguardato il settore del fotovoltaico dove molte sono le aziende che hanno voluto attivare nuovi impianti”.

Maria De Bartolomeo

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