28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 23:58:00


MARTINA F. – Una pecora morta chiusa in un sacco. Macabra sorpresa ieri per i tanti cittadini che hanno partecipato alla seconda giornata per l’ambiente promossa da Martina Tre. Un’intera discarica abusiva è stata ripulita da capo a fondo, le scarpate che costeggiano la Strada Provinciale che porta a Grottaglie dalla zona San Paolo sono state spogliate dai tanti frigoriferi e dalle macerie scaricate quotidianamente da bande di incivili.

“Se già la prima iniziativa aveva visto la partecipazione di molte persone – osservano gli organizzatori – la seconda ha registrato un inaspettato effetto passaparola, tant’è che in meno di due ore è stato terminato il lavoro. Un grazie va agli amici del Ser Pubblica Assistenza A.R. 27, al “Comitato la speranza mai si verde” e ai ragazzi dei “Giovani Democratici”. Ma la giornata è stata sconvolta, oltre che dalla terribile notiza dell’incidente mortali sulla SS 172 dal ritrovamento nelle campagne esplorate dai volontari in cerca di rifiuti di un sacco chiuso da cui fuoriuscivano due zampette. Erano quelle di una pecora. Immediatamente è stato allertato il comando di polizia locale, che pochi minuti ha verificato il contenuto del sacco. Sul posto anche un veterinario del Dipartimento Prevenzione dell’Asl, che ha constatava che la carcassa fosse di una pecora di circa 6 anni, lasciata sul posto da almeno 3-4 giorni (era in avviata fase di putrefazione, nonostante il freddo pungente di questi giorni), con orecchio tagliato e intestino spappolato, si presume perché il proprietario per evitare la riconducibilità dell’animale, aveva pensato di strappargli i microchip da lobo auricolare e dalle interiora. Sono state poi dunque avviate le procedure burocraticheper la rimozione e lo smaltimento del povero animale. “L’inciviltà continua a mietere vittime”commentano dal gruppo Martina Tre che con i cittadini volenterosi si attiverà ancor più frequentemente per sensibilizzare la comunità al rispetto del territorio.

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