Provincia

L’ex Sindaco di Leporano Pavone: “Faremo chiarezza”

Rinviato a giudizio insieme ad altri 13 per l’illuminazione


LEPORANO – “Stiamo sereni”. L’ex Sindaco Domenico Pavone risponde con una battuta alla renziana maniera alla domanda sul suo stato d’animo circa il processo che lo attende, insieme ad altri 13 imputati, per l’appalto della pubblica illuminazione.

I fatti risaltono al 2008 e ieri il gup del tribunale, Vilma Gilli, ha disposto il processo sugli atti relativi all’attività della vecchia giunta comunale. La stessa che è accusata di aver affidato senza un regolare bando d’appalto, ma attraverso proroghe, il servizio di manutenzione della pubblica illuminazione.

Abuso d’ufficio e turbativa d’asta solo le ipotesi di reato che gravano sull’ex sindaco Domenico Pavone, sull’imprenditore Saverio Massaro, e poi su Roberto Ariani, Vito Di Taranto, Anna Maria Cosma, Iolanda Lotta, Anna Maria Masella, Gaetano Lagrasta, Emanuele Vozza, Maria Antonietta De Siati, Attilio Marangione, Adolfo Pagano, Francesco Presicci, e Giuseppe Peluso. Tutti dell’ex giunta che firmanono le proroghe contrattuali  sino al dicembre del 2008.

“Sono fiducioso che si farà giustizia” dice l’ex primo cittadino che attende ora il processo (fissato per gli inizi di giugno) per fare chiarezza sui fatti.

“Il problema – aggiunge – è che molti dei capi di accusa sono prescitti e per quanto riguarda la turbativa d’asta ritengo che non ci sia reato perchè si trattava di un project financing”.

Ma sarà l’approfondimento dibattimentale a fare luce sui fatti del 2008. Intanto Pavone guarda anche al recente passato. Ovvero allo scioglimento anticipato del consiglio comunale provocato da una fetta dei suoi ex amministratori che hanno mandato a casa il suo vice sindaco Vito Di Taranto eletto appeno un anno fa.

“Non ci sono nè vinti nè vincitori” commenta “ma solo un paese che è stato danneggiato sotto l’aspetto sociale ed economico, perchè dopo dieci anni di lungo  lavoro oggi vedo una Leporano abbandonata. Abbandonati i lavori al castello, il parco archeologico, il piano coste, il piano paesaggistico e l’ufficio tenico. Purtroppo qualcuno non è riuscito a smaltire la tensione elettorale ed ha perso di vista quello che era l’interesse comune. Gli egoismi sono emersi. Nessuno ha ragione e tutti hanno torto”.
 

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