31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Provincia di Taranto

I conti non tornano, Crispiano a rischio dissesto?

Il Pd denuncia un buco da oltre un milione di euro, la copertura di spese certe con entrate inesistenti e lo storno di fondi vincolati


CRISPIANO – Un buco nei conti pubblici che lievita di anno in anno. Nel 2012 era di  612mila euro. Nel 2013 è di 1.104.340,70 euro.

Cifre che il Pd impugna per accusare l’amministrazione comunale di centrodestra di aver causato un “disastro amministrativo e un dissesto in corso”.

“Ricordiamo ai cittadini che in diverse occasioni gli attuali amministratori hanno attribuito alla precedente Amministrazione di centrosinistra la responsabilità di aver lasciato un buco nel bilancio del Comune di Crispiano. Invece in uno dei primi consigli comunali l’assessore al Bilancio, su richiesta specifica della consigliera Chiara Lodeserto, ha smentito l’esistenza del fantomatico buco.

Nel bilancio di previsione 2013, predisposto ed approvato dall’Amministrazione di destra che governa Crispiano, la stessa ha previsto di incassare in entrata circa 900.000,00 euro da accertamenti fiscali 2008, 2009 e 2010 per Ici e tassa rifiuti. Inoltre, sull’anno 2013 lo Stato aveva ridotto i contributi statali al Comune di Crispiano di 336.902,56 euro”.

La legge dispone che, sino a quando non si approva il bilancio preventivo, si possono spendere le somme previste nel bilancio dell’anno precedente in dodicesimi. In pratica, a fine gennaio 2013 ad esempio, si sarebbero potuti spendere 1/12 dei soldi previsti in entrata del bilancio 2012.

“Approvando il bilancio di previsione a novembre 2013 – spiegano i democratici – la maggioranza, che avrebbe potuto farlo anche a giugno o a luglio, ha consumato già gli 11/12 dei 336.902,56 euro (somma che sapeva che lo Stato non avrebbe più finanziato per il 2013), pari a complessivi 308.827,34 euro (Prima uscita non coperta da entrata). Dei 900.000,00 euro  da accertamenti previsti in entrata 2013, a novembre si erano già spesi gli 11/12, cioè 825.000,00 euro. Quindi a fronte di spese già sopportate, si è coperto le stesse con entrate contabili, ma non effettive. Infatti, dei 900.000,00 euro di avvisi inviati ai cittadini nel mese di dicembre 2013, circa il 70% sono stati annullati”.

Ne consegue che “ a fronte di spese certe si utilizzano coperture di entrate inesistenti, facendosi prestare i soldi dalla banca”.

Un’altra anomalia che il Pd denuncia riguarda le fatture della Serveco. Fatture di circa 115.000,00 euro mensili e l’ultimo pagamento effettuato risulta essere un acconto del 50% sulla fattura di ottobre 2013.

“Quindi – chiosano i democratici –  alla stessa occorre pagare circa 287.000,00 euro solo per saldare il 2013 (57.050,00 di ottobre, 115.000,00 di novembre e 115.000,00 di dicembre 2013)”.

Ad aggravare la situazione la determina n. 350 del 26.03.2014, con cui si chiede alla banca di utilizzare i “Fondi a destinazione vincolata” , ad esempio bonifici della Regione per finanziamenti ottenuti dalla precedente amministrazione (Piazza di San Simone, Parco Santa Maria Goretti, ecc…) per fini diversi. “Infatti – denotano dal Pd – invece di liquidare le fatture delle imprese che hanno realizzato i lavori, si finanzia la spesa corrente (compreso, contributi, Festival, ecc.)”.

Una procedura che rischia di mandare in tilt i conti del Comune e quindi di finire nel dissesto sull’esempio dei Comuni di Taranto prima e di Reggio Calabri dopo.

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