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Provincia a Mediterre. Sì, ma non c’è


TARANTO – La Provincia di Taranto partecipa a Mediterre con uno stand per promuovere la Terra del Parco delle Gravine, ma non prende parte ai convegni che si tengono nell’ambito della stessa manifestazione fieristica. E’ la denuncia di Vincenzo Leo, gestore di uno degli stabilimenti balneari della Litoranea Salentina che, invece, ha partecipato (seppure da spettatore) al confronto tra il Ministro all’Ambiente, Corrado Clini ed il presidente della Regione, Nichi Vendola tenutosi proprio tra gli stand di Mediterre.

Era lì per incontrare il governatore regionale ed ha notato l’assenza totale dei rappresentanti del territorio tarantino. “Non c’era nessuno – afferma – nè consiglieri nè assessori della Provincia di Taranto che pure ha allestito uno stand, con tanto di hostess, a questa manifestazione. Nemmeno i consiglieri regionali si sono fatti vedere e figuriamoci i parlamentari. E’ vergognoso perchè sono loro che ci dovrebbero rappresentare e quindi dovrebbero difendere i diritti del nostro territorio. Sui tavoli e negli incontri importanti come quello avutosi a Mediterre era opportuno che qualcuno intervenisse, anche solo per ascoltare quello che si stava dicendo e che può riguardare anche il nostro futuro”. A Bari il Ministro Clini e Vendola si sono scontrati sulle trivellazioni nell’Adriatico. “A noi serve di più difendere il territorio – insiste Leo – e non allestire uno stand. E’ necessario che i nostri rappresentati vadano a Roma o a Bari per dire che noi siamo il territorio che più di altri paga il prezzo dell’inquinamento. Altrimenti è inutile, nonchè incoerente, promuovere città e parchi”. Un paradosso che non ha giustificazioni. Se davvero la Provincia non ha ritenuto di dover partecipare al convegno con Clini, allora non ci resta che piangere. Perfino Leo si è fatto coraggio e pur di difendere il litorale tarantino ha strappato al presidente Vendola la promessa di un finanziamento da 500 mila euro. “Sono i soldi che servono – spiega l’imprenditore – per dotare il depuratore di Lizzano di un ulteriore filtro che affini le acque sversate in mare attraverso il canale Ostone-Li Cupi da cui, in estate, scaturisce la colorazione verdastra del nostro litorale e che ci ha già fatto perdere clienti”.

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