15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Provincia

San Giorgio, al Pd il posto in giunta dell’Idv

Sel, Udc e autosospesi propongono ai democratici la delega lasciata vacante da Mingolla e sfiduciano il consigliere Pisanello


SAN GIORGIO – Gli autosospesi del Pd, l’Udc e Sel fumano il calumet della pace con il Pd, ma mandano a casa l’Idv.

In un documento politico sottoscritto dai consiglieri Mingolla, Monteleone e Sibilla di Sel, da Notarnicola, D’Errico e Fabbiano degli autosospesi e da Cosima Farilla dell’Udc propongono la ricetta alla crisi di maggioranza scoppiata dopo che i consiglieri Luciano Pisanello dell’Idv, Daniele Sinisi dell’Udc e Sebastiano Loprete del Pd hanno fatto leggere in consiglio comunale un documento di protesta contro gli equilibri in giunta scaturiti dall’autosospensione degli ex democratici.

Del gruppo fanno infatti parte anche il vicesindaco Mina Farilla e l’assessore Radicchio, mentre al Pd, rappresentato in aula solo da Loprete, non è rimasta nessuna delega assessorile.

Nel documento letto in consiglio dal presidente Farilla i tre consiglieri chiedevano pari visibilità a tutti i partiti. Questa sembrava, infatti, la soluzione accarezzata anche dal sindaco Giorgio Grimaldi che, con cinque partiti in coalizione, avrebbe voluto dare una poltrona ad ognuno. Ma gli autosospesi non rinunciano all’assessore e quindi, oggi suggeriscono, insieme al resto della maggioranza che in consiglio comunale non si assentò, di sfiduciare l’Idv aprendo le porte della giunta al Pd.

In sostanza, cioè, suggeriscono al sindaco, ma soprattutto ai democratici, di assegnare la poltrona lasciata vacante dal dimissionario assessore Idv, Vincenzo Mingolla, che dopo la presa di posizione di Pisanello, ha preso le distanze dal capogruppo dipietrista.

La soluzione è stata proposta al sindaco in occasione dell’incontro tenutosi il 9 aprile scorso. Durante la riunione, il sindaco ha rappresentato il risultato delle consultazioni avute con i singoli gruppi consiliari. Il sindaco ha sottolineato che da parte di tutte le componenti della maggioranza ha ricevuto rassicurazioni sulla volontà di continuare la legislatura. Tuttavia esistono ancora delle resistenze su alcuni punti che, evidentemente, impediscono al sindaco di dichiarare definitivamente superate le critiche. Le forze politiche presenti hanno preso atto di quanto dichiarato dal sindaco e nel ribadire unanimemente la volontà di proseguire la legislature, lo hanno invitato a profondere il massimo sforzo nel tentativo di ritrovare una sintonia tra tutte le componenti della maggioranza.

Hanno inoltre riaffermato che, alle legittime istanze del Pd, deve essere data una risposta chiara e inequivocabile da parte del sindaco e il Pd deve tornare ad essere parte integrante della maggioranza. La presenta in giunta di un rappresentante del Pd è, pertanto, condizione essenziale affinché si ritorni immediatamente ad una maggioranza politicamente coesa. Per questo motivo nella riunione del 9 aprile è stato concordato col sindaco di approfittare dell’opportunità venutasi a creare all’interno dell’esecutivo in grado di dare una risposta alla necessità manifestata dal Pd (le dimissioni di Mingolla, ndr).

“E’ evidente, però – sottolineano nel documento – che questioni non attinenti a quanto legittimamente richiesto dal Pd devono restare fuori dal dibattito politico così come è evidente che atteggiamenti incomprensibli e politicamente scorretti posti in essere da alcuni consiglieri di maggioranza non possono essere messi sullo stesso piano (la presa di posizione di Pisanello, ndr). Così come, da tali atteggiamenti, è evidente che tutte le forze politiche, il Pd per primo, devono prendere le distanze. Non si può più consentire a singoli consiglieri di assumere posizioni o atteggiamenti in grado di minare continuamente l’azione politica ed amministrativa di una maggioranza. Il sindaco e le forze di maggioranza presenti alla riunione si aspettano un segnale in questo senso da parte del Pd”.
Al Pd, dunque, lasciano la decisione se fare o meno parte della maggioranza, consapevoli che da quella scelta discende la possibilità di continuare la legislatura o andare verso il commissariamento.

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