Provincia

“A Massafra più cani fuori che nel canile”

I dati: oltre duecento sono randagi, mentre per i 140 ospiti della struttura pubblica si spendono 150mila euro all’anno


MASSAFRA – Sono oltre 200 i cani randagi liberi in città. E’ l’allarmante dato fornito in un processo civile dal dott. Pietro Maraglino, dirigente veterinario di Sanità Animale dell’Asl, responsabile per il Comune di Massafra. Invece i cani randagi custoditi in strutture private, convenzionate con l’  amministrazione comunale, sono solo 140.

E’ noto che la Tebaide d’Italia non ha un canile di proprietà ed utilizza canili privati. Il costo per l’intera comunità è di circa 150 mila euro l’anno. In pratica ogni cane pesa circa mille euro sul bilancio dei massafresi. Il dramma è che non vi è alcuna strategia dell’amministrazione per combatte il fenomeno. Da più parti hanno suggerito al Palazzo di Città di provvedere almeno alla sterilizzazione, ma poiché il Comune non ha un canile sanitario non è possibile procedere con tale soluzione. I canili convenzionati sono saturi, pertanto solo i cani più aggressivi vengono catturati.

L’Asl si difende attribuendo la responsabilità al Comune, poichè a lei compete solo la cattura e non la custodia. “Da anni  – commenta il capogrupo del Pd, Vito Miccolis – assistiamo ad un rimbalzo di  responsabilità tra i due enti. Ormai in città vi è un forte allarme sociale per le numerose aggressioni. In alcuni quartieri periferici la mamme scortano i propri figli per proteggerli, soprattutto nella zona di via Napoli. Più volte noi del Pd abbiamo tentato di mettere al centro dell’agenda politica il fenomeno del randagismo, ma purtroppo abbiamo assistito ad un muro di gomma, dove ci si rifugia affermando che non vi sono strutture idonee per la custodia degli animali. La realtà è che non vi è alcun assessore a cui interessa trovare una soluzione. Basterebbe pensare ad un convenzione con ambulatori privati. A Massafra vi sono diversi veterinari attrezzati, per provvedere innanzitutto alla sterilizzazione. Inoltre basterebbe proporre un contributo in favore di chi adotta i cani custoditi nei canili. Vi sono altri comuni che con somme irrisorie hanno realizzato rifugi”.

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