Provincia

La navetta salta, il bus atteso inutilmente. E’ protesta

La lettera aperta al Procuratore della Repubblica di un cittadino che doveva recarsi all’aeroporto di Brindisi


Attendere per oltre un’ora il bus che non passa e poi doversi attrezzare, con mezzi propri, per raggiungere l’aeroporto di Brindisi.

E’ accaduto anche questo. Il dott. Michele Damiano è uno degli sfortunati utenti del bus navetta che ieri hanno dovuto attendere inutilmente alla stazione di via Mascherpa il servizio di collegamento fra Taranto e l’aeroporto di Brindisi.

In una lettera aperta racconta al Procuratore della Repubblica ed al Prefetto, nonchè a Vendola, al sindaco di Taranto ed al commissario della Provincia la sua disavventura.

“Si vuole far presente – scrive – la situazione di grave disagio verificatosi nella mattinata del giorno 22.04.14 in via Mascherpa a Taranto dalle 08.30 alle 09.30 tra i numerosi cittadini in attesa del servizio navetta di collegamento fra Taranto e l’aeroporto di Brindisi, istituito da Aeroporti di Puglia, previsto per le 09. A seguito di regolare prenotazione e pagamento on line del biglietto che avrebbe consentito a mia figlia di usufruire del servizio per poter prendere il volo Ryanair in partenza da Brindisi  alle 11.05 per Londra, si era in attesa dell’arrivo della navetta insieme ad un nutrito gruppo di malcapitati utenti tarantini. Si sottolinea, peraltro, il disagio di non avere nessun punto di riferimento in loco o una semplice panchina con pensilina che possa  consentire un’attesa degna di un paese civile. Dopo circa un’ora di vana attesa, non abbiamo avuto alcuna comunicazione, nemmeno gli utenti che avevano già prenotato e pagato il biglietto. Quindi con grave ulteriore disagio, ci si è recati a Brindisi con mezzi propri o con mezzi di fortuna sottoponendosi ad un’angosciosa corsa contro il tempo, mettendo a repentaglio la propria vita. Qualcuno è riuscito solo per caso a prendere il volo, perché è decollato in forte ritardo. Molti sono stati costretti a rinunciare. E’ questo il modo di trattare i cittadini di Taranto e provincia, riguardo al diritto della loro mobilità e dignità? A maggior ragione dopo aver appreso di recente dalla stampa di un ipotetico, improbabile ed altamente dispendioso sviluppo dell’aeroporto di Taranto Grottaglie come cargo, aerospazio e base della sperimentazione dei droni. Perché dobbiamo essere sempre considerati sudditi e non cittadini con tutti i diritti, tra cui la civile mobilità? A maggior ragione se si considera che solo nel nostro territorio è presente un aeroporto civile con una pista di 3.200 metri e con tutti i requisiti di sicurezza necessari. Non sarebbe stato, quindi, molto più utile ed economico aprirlo anche allo sviluppo dei voli passeggeri di linea?”

Ragione che ovviamente anche le associazioni pro aeroporto di Taranto (Progentes, Puglia internazionale, Taranto Vola, Taranto… voglia di volare, Filovita, Movimento Benvenuti a Taranto, Movimento aeroporto Magna Grecia) sposano in pieno facendosi portavoci della protesta del signor Damiano.

“Ribadiamo – denotano le associazioni – come tali episodi ci rafforzino ancora maggiormente nella convinzione che occorra riaprire immediatamente il nostro aeroporto ai voli passeggeri di linea”.

Ipotesi che Regione e Aeroporti di Puglia non disdegnano a condizione, però, di ricevere progetti e proposte fattibili.

Per ora resta in piedi solo quella di Cityline, la compagnia svizzera che vorrebbe far decollare gli Atr per rotte come Palermo, Catania, Parma, Roma Fiumicino, Timisoara e Nizza. Proposta lanciata a gennaio e che attende conferme.

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