21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:00:01

Provincia di Taranto

185 dipendenti dichiarano guerra al Comune


GROTTAGLIE – E’ guerra. I dipendenti comunali annunciano lo sciopero per giovedì 1 marzo. Il tentativo di conciliazione consumatosi martedì in Prefettura non è bastato a placare gli animi dei 185 lavoratori comunali che nelle buste paga di gennaio hanno trovato di meno. Il Comune, infatti, ha deciso di recuperare somme precedentemente erogate per indennità pregresse. Una mossa che non è piaciuta ai lavoratori che ora incrocerenno le braccia se dal Comune non arriveranno subito risposte di revoca al provvedimento.

Ieri si è tenuta l’assemblea. Un’animato incontro con i sindacati che hanno confermato la via dello sciopero in attesa della mossa del sindaco Ciro Alabrese. “Proclamiamo lo sciopero per il prossimo 1 marzo – fa sapere il segretaraio della Fp Cgil di Grottaglie, Giuseppe Zingaropoli – con l’impegno di sospendere tutto se l’amministrazione dimostrerà attenzione verso le richieste dei lavoratori”. Le questioni più cruciarli rigaurdano appunto le indennità sottratte dalle buste paga e il fondo salario accessorio per gli anni 2011 e 2012. Ma tra le istanze c’è anche il passaggio da part-time a full-time del personale utilizzato a tempo pieno dall’Ente. Stando alla denuncia della Fp Cigl e della Rsu, insomma ci sarebbero nove dipendenti che da oltre tre anni attendono di vedere ripagare il sacrificio di concedere più ore di lavoro al Comune. Un passaggio full-time, peraltro, ratificato tre anni fa con il voto unanime del consiglio comunale. Entro fine mese il sindacato e la Rsu annunciano una conferenza stampa in cui spiegheranno nel dettaglio le ragioni dello sciopero che rischia di ingessare, seppure per un giorno, l’attività amministrativa. Per tutta la giornata i dipendenti aderenti incroceranno le braccia paralizzando gli uffici ed i servizi erogati dal Comune. Una patata bollente che ora passa nelle mani del sindaco Ciro Alabrese a cui tocca cercare di evitare il blocco delle attività amministrative per non creare disagio agli utenti/cittadini, ma soprattutto per non alimentare le proteste dei lavoratori che già giudicano “negativamente i passi compiuti dall’amministrazione”.

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