13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Provincia

Ultimatum al Pd. Subito il nome per le primarie


MARTINA F. – Un film già visto. La storia recente della politica in casa centrosinistra ripercorre gli stessi passi che nel 2007 furono compiuti in vista delle elezioni amministrative. Oggi come allora lo strappo sembra regnare. Il Pd non ha ancora sciolto la riserva sul candidato da proporre per le primare del 26 febbraio prossimo ed il resto della coalizione si organizza. Oggi, alla presenza dei segretari provinciali, Idv, AmoMarina, Sel, La Puglia per Vendola, la Federazione della Sinistra e Psi ufficializzeranno la candidatura di Pasquale Lasorsa alle primarie e, se un nome alternativo non arriverà, alle elezioni del 6 e 7 maggio.

Ieri sera si è tenuto un nuovo tavolo del centrosinistra, ma anche questa volta il Pd ha dato forfait. Doveva essere il giorno della verità. Il giorno, cioè, in cui i democratici avrebbero dovuto indicare un nome da candidare alle primarie oppure un candidato da far condividere a tutti. Ma sembra sfumare anche l’indicazione di Giuseppe Chiarelli, inizialmente indicato come terzo uomo per compattare la coalizione che, finora, è riuscita solo a trovare, sulla carta, l’unità sul veto all’alleanza con l’Udc di Muschio Schiavone. Al silenzio del Pd gli altri partiti e movimenti hanno risposto con un ultimatum: Entro domenica prossima il nome per le primarie. Quindici giorni di tempo poi per organizzare i seggi. Il rischio di scendere nuovamente divisi è, però nell’aria. Solo il consigliere regionale Pentassuglia potrebbe ricucire lo strappo. Il suo nome è stato indicato direttamente da Lasorsa che lo vorrebbe sfidare alle primarie. Ma a quel voto il Pd aveva indicato Bruni che, però, non intende accettare la candidatura se suo antagonista è Lasorsa. Una storia ingarbugliata che rischia di riproiettare quel film visto cinque anni fa, con un centrosinistra diviso che ha concesso la vittoria al centrodestra. Accuse e appelli sono alla portata del giorno (L’Idv se la prende col Pd: sua la colpa se perderemo le elezioni; mentre Sel spera ancora nel ricompattamento: Aspettiamo il nome del Pd. Si grida all’unità, insomma, ma poi si registra un tutti contro tutti.

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