Provincia

S. Giorgio, opposizione e Sindaco corteggiano i dissidenti

Domani sera il Consiglio “verità” sul futuro di Grimaldi


SAN GIORGIO – Il Sindaco Giorgio Grimaldi non si da per vinto e fino a domani sera, in attesa del consiglio comunale verità, si confronta con i suoi consiglieri di maggioranza.

Sabato ha già incontrato gli otto consiglieri che nella seduta del 14 marzo scorso non si assentarono. Ieri sera ha riaperto il dialogo con Loprete del Pd e con Sinisi dell’Udc e stasera tocca a Pisanello dell’Idv.

Sono loro che, ufficialmente, hanno aperto la crisi politica all’interno della maggioranza non presentandosi in aula consiliare e facendo leggere un documento con il quale chiedono apertamente un assessorato per il Pd rimasto a bocca asciutta dopo che tre consiglieri e due assessori si sono autosospesi dal partito.

Una rottura che potrebbe costare cara al sindaco Grimaldi che, dopo inutili trattative, ha preso atto dell’impossibilità di una ricucitura all’interno dei democratici e nei giorni scorsi ha lanciato un appello ai tre consiglieri assenti in aula invitandoli a prendere parte all’assemblea consiliare che si terrà domani.

In ballo c’è il rendiconto di gestione. La mancata approvazione dell’atto contabile non manderebbe automaticamente a casa il sindaco, ma sarebbe un segnale forte che i consiglieri potrebbero dare alla loro amministrazione.

In tre dunque tengono, almeno fino a domani sera (la seduta è convocata per le 18,30), in ostaggio il primo cittadino. La prosecuzione del suo mandato, infatti, dipende da loro.

“Nell’incontro che ho avuto con loro – ci dice infatti Grimaldi – sono stato chiaro. Se ci sarà la volontà di continuare lo si potrà dimostrare domani sera, presenziando all’assemblea consiliare. Altrimenti sarà chiaro che dovrò prendere decisioni consequenziali ed i consiglieri dovranno prendersene la responsabilità. Accoglierò comunque con serenità quello che risulterà dal consiglio comunale di domani sera”.

Insomma, solo 24 ore, per capire se il mandato di Grimaldi termina  o va avanti.

Intanto le opposizioni lanciano strali accusando di immobilismo l’amministrazione comunale. In un documento i consiglieri  De Marco, Infantino, Farilla, Quaranta e Tomaselli annunciano “la disponibilità a dimettersi per consentire l’immediato scioglimento del consiglio comunale nell’intento di ricreare le condizioni di dialogo tra i partiti e nei partiti, indispensabile per elaborare ed attuare un serio progetto di rilancio e sviluppo del nostro paese da sottoporre alla democratica verifica elettorale dei cittadini”.

Un appello al sindaco a dimettersi, ma anche un appello implicito ai dissidenti di aderire alle firme per lo scioglimento. A chi i tre daranno retta?
 

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