21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

Provincia di Taranto

Il caso a Massafra, due assessori monarchici

La presenza ieri durante i festeggiamenti patronali ha innescato la polemica. Il Pd : Che messaggio diamo alle future generazioni?


MASSAFRA – “Due assessori possono essere iscritti ad un istituto che ha chiari riferimenti monarchici?”.

E’ la domanda che pone Vito Miccolis, capogruppo del Pd che ieri, durante la cerimonia per la consegna delle chiavi della città alla Madonna della Scala, patrona di Massafra, ha notato la presenza di alcune guardie d’onore con il mantello e lo stemma dei Savoia, ordine a cui avrebbero aderito anche il vicesindaco Antonio Viesti e l’assesore alla Cultura, Antonio Cerbino.

In verità la voce in città circolava già da qualche giorno, perchè anche in occasione della cerimonia del 25 aprile l’Ordine della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon era stato invitato.

Una presenza che qualcuno già allora aveva abbinato ai due amministratori che prima di quella cerimonia avrebbero prestato giuramento ai Savoia nella chiesa di San Lorenzo, durante la messa domenicale.

“Incredibile, ma vero” commenta Miccolis. Nella giunta comunale di centrodestra abbiamo l’assessore alla cultura ed il vice sindaco che fanno parte della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Nel curriculum vitae, pubblicato nel sito del Comune, uno dei due assessori scrive che tra i suoi impegni nel sociale vi è anche la sua qualità di socio della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Lo statuto della Guardia d’Onore, all’art. 2 stabilisce che gli iscritti si impegnano a fornire una Guardia d’Onore alle Tombe dei Sovrani d’Italia “quale tributo di riconoscenza per l’Augusta Casa Savoia”.

Le origini di tale istituto partono dal regno di Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, quando un gruppo di ufficiali fondarono associazioni di veterani delle guerre d’indipendenza. Alla morte del Sovrano, avvenuta il 9 gennaio 1878, per mantenere viva la loro devozione e la loro riconoscenza all’Augusta Casa di Savoia, tali associazioni decisero, sul proprio onore, di prestare un servizio di guardia alla venerata spoglia mortale del “Padre della Patria”, presso il suo luogo di sepoltura al Pantheon di Roma. Il re Umberto I approvò tale decisione il 18 gennaio 1878. Nell’agosto del 1900 nel Pantheon fu costruito un secondo monumento funebre, per onorare il secondo Re d’Italia, Umberto I. In conseguenza di ciò gli statuti furono modificati e le Guardie d’Onore estesero il loro servizio alle due Tombe Reali.

“Ultimamente – fa notare Miccolis – l’amministrazione di centro destra ha anche concesso un locale del Castello di proprietà comunale all’istituto delle Guardie d’Onore. Tale  struttura prima veniva utilizzata per corsi di formazione”.

“Mi chiedo – aggiunge -che messaggio danno alle future generazioni questi amministratori? Come cittadino uno può essere libero di aderire a qualsiasi associazione, ma come uomini delle istituzioni repubblicane è legittima tale partecipazione? Ricordo che l’assessore Fuggiano è stato mandato a casa perché ha aderito al Nuovo Centro Destra. Credo che i cittadini meritano una risposta perché Massafra non può passare come una città nostalgica della monarchia dei Savoia”.

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